Settembre-Ottobre 2019
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2019 18 nel 2004, che verteva sulle sfide rappresen- tate dagli studenti «fuori norma», ha pun- tato su alcuni problemi-chiave da affronta- re da parte dei docenti e dei dirigenti per facilitare la scolarizzazione e l’inclusione di tutti gli studenti, compresi quelli con i bi- sogni specifici e, naturalmente, la discussio- ne mirava innanzitutto all’inclusione nella classe. È ovvio che le problematiche relative agli aspetti giuridici e normativi che toccano la scuola attengono al contesto scolastico e perciò dovranno essere affrontati di nuovo ogni volta che i cambiamenti della società e, di conseguenza anche della scuola, lo ri- chiedono. Perciò sembra davvero opportuno che la discussione sulla relazione tra il potere e l’autorità dello Stato moderno e la scuola sia stata preceduta dall’informazione su come la Bibbia vede il legame tra la legge e la liber- tà. In questo modo la discussione sulle possi- bilità della scuola di promuovere l’inclusio- ne o persino l’integrazione degli studenti ha ricevuto un quadro ampio. La tematica del convegno di Teinach era stata già accennata con la relazione di Trier che verteva sul la- voro pedagogico con i ragazzi e adolescenti con bisogni e comportamenti specifici. Allora la discussione provocata questo tema aveva rivelato che questo aspetto della scolarizza- zione avrebbe meritato una maggiore atten- zione, e ciò è avvenuto nel convegno SIESC, che si è svolto quest’anno. Il 64° incontro annuale degli insegnanti europei d’inspirazione cristiana ha cercato, infatti, di rispondere alla domanda come la scuola, i suoi dirigenti e soprattutto gli in- segnanti, possono o potrebbero contribuire all’integrazione di tutti gli studenti: prima di tutto nella classe, dopo nella società . I l concetto di libertà ed i principi di legali- tà sembrano essere strettamente collegati con tutte le istituzioni della società mo- derna, inclusa la scuola che sta cercando di insegnare e formare la persona, il cittadino che potrà essere integrato nella società gra- zie ad una inclusione ragionevole. Perciò non ci sorprende che i docenti, gli insegnanti di tutti i livelli e i dirigenti, pedagogisti ed an- che i ricercatori delle altre discipline, non solo si interessano alle relazioni tra i dirit- ti del individuo e la legislatura, ma le stu- diano e ne discutono, per poter rispondere con più facilità ai bisogni dei loro studenti ed ai bisogni della società democratica. La Federazione Europea degli Insegnanti Cristiani (SIESC), ha dimostrato già anni fa che è capace di rispondere a tali bisogni, alle esigenze della Scuola che vuole e deve rispet- tare le necessità anche individuali dei giova- ni e nello stesso tempo contribuire quanto possibile alla loro integrazione nella società. Ne offrono la prova anche gli ultimi convegni tenuti a Teinach/Tinje (Austria) nel 2019 e a Trier (Germania) nel 2018. Entrambi hanno continuato a sviluppare il discorso che è stato già affrontato da alcuni convegni precedenti, benché da differenti punti di partenza specifici. Per esempio, a Salzburg (Austria) nel 2005, quando uno dei temi maggiori del convegno è stata la rela- zione tra lo Stato e la Scuola, o nel 2002, durante il convegno tenuto a Frascati, (na- turalmente, organizzato dall’UCIIM) quando, tra gli aspetti presi in considerazione vi era- no anche quelli giuridici e normativi dell’in- terazione fra tutti i soggetti della scuola, studenti, docenti, dirigenti, e lo Stato. E se si rivolge lo sguardo al XX secolo, vediamo che anche il convegno di Nocera Umbra, nel 1996, toccava il rapporto tra l’educazione e la società democratica. D’altra parte, anche il convegno di Maribor (Slovenia), tenutosi Darja Maz Leskovar, Vicepresidente SIESC IL RUOLO DELLA SCUOLA NELLA SOCIETÀ DELL’INCLUSIONE E DELL’INTEGRAZIONE Prosegue a pag. 19
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