Settembre-Ottobre 2019
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2019 14 e il Cenacolo, forse il più noto di tutti (in- sieme con La Gioconda). Solo di recente è stato portato alla luce il Salvator Mundi, la cui paternità è tuttavia incerta. Alcuni criti- ci lo attribuiscono a Leonardo, qualcun altro ad uno dei suoi allievi. Com’è noto il grande artista non firmava i suoi quadri. Leonardo ha voluto rendere pubblici i se- greti della sua arte pittorica e li ha espres- si in alcune centinaia di pagine autografe, poi raccolte da altri in un ponderoso volu- me dal titolo « Trattato sulla pittura ». Il li- bro venne pubblicato postumo, a Parigi (nel 1651). Si dice che la preziosa opera , molto tempo prima di venir pubblicata, sia stata riveduta e corretta dall’allievo prediletto di Leonardo, Francesco Melzi, erede delle sue opere. Il ponderoso libro, di oltre 400 pagine di grosso formato (25x35 cm.), comprende oltre 900 paragrafi. In quest’opera, forse la più organica di tutte, il genio di Vinci di- spiega tutta la sua scienza pittorica, in ogni particolare e dettaglio, compresi i suoi studi di prospettiva e di ottica. Al paragrafo 130, a pag. 73, Leonardo sostiene con forza l’ar- te della pittura, sino ad affermare: « E per questo concluderemo non solamente essere scienza, ma una deità esser con debito nome ricordata, la qual deità ripete tutte le opere evidenti fatte dal sommo Iddio ». sfrenata, l’avidità di denaro e «la smisurata superbia», com’egli la definisce, madre di tutte le colpe e infelicità. A tale riguardo viene spesso citato il seguente brano: « Alli ambiziosi, che non si contentano del benefi- zio della vita né della bellezza del mondo, è dato per penitenzia che lor medesimi strazi- no essa vita e che non possegghino la bellez- za e l’utilità del mondo ». Un pensiero molto eloquente: in questo modo, infatti, agisce la giustizia di Dio. A proposito della giustizia umana e del- le responsabilità che gravano su chi non la esercita, dice: « Chi non punisce il male co- manda che si facci ». Spesso i suoi ammoni- menti sono laconici ma densi di significato. Torniamo ora al suo primo amore, la pit- tura. L’opera pittorica di Leonardo è molto vasta e di altissima qualità, tanto da venir gelosamente custodita nei Musei e gallerie d’arte delle principali città del mondo: Fi- renze, Milano, Parigi, Londra, Madrid, Mosca, San Pietroburgo, New York e altre ancora. Essa comprende 24 dipinti, ognuno dei qua- li viene considerato un capolavoro assoluto. Molti di essi sono a sfondo religioso. Se ne citano alcuni: L’Annunciazione, L’Adorazione del Magi, San Giovanni Battista, il Battesimo di Cristo, San Girolamo penitente, Sant’An- na, La Vergine e il Bambino con l’agnellino, L’ULTIMA CENA. È considerato uno dei maggiori capolavori pittorici di Leonardo, essendo ricco di pathos e di mistica, divina presenza. L’opera si trova a Milano, su una parete del refettorio di Santa Maria delle Grazie; fu eseguita nel corso di tre anni, tra il 1495 e il 1497. In questo celebre dipinto, Leonardo aveva sperimentato una nuova tecnica pittorica, che aveva sottoposto l’affresco ad un’usura precoce. Nel corso degli ultimi anni è stato restaurato e riportato al suo antico splendore
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