Settembre-Ottobre 2019
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2019 13 il Vecchio e di Dante Alighieri. Non poteva mancare, nella sua preziosa collezione, una copia della Sacra Bibbia, dalla quale ha trat- to l’ispirazione per le sue opere pittoriche. Ma Leonardo ha tante altre cose da insegnarci. Richiamandosi ad una ri- flessione del noto filosofo greco Ari- stotele, scrisse: « Aristotile nel terzo dell’Etica: l’uomo è degno di lode e di vituperio solo in quelle cose che sono in sua potestà di fare e di non fare ». La punta di diamante di que- sta riflessione è quella che oggi chia- miamo il volontariato,che è l’atto spontaneo di donazione di se stessi, che avviene quando ci si prodiga con generosità e non si cercano vantag- gi personali. « Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date », dice Nostro Signore Gesù Cristo (Vangelo di San Matteo). Ma l’« omo sanza lettere e disce- polo dell’esperienzia », come Leo- nardo amava definirsi, sapeva indagare e riconoscere anche la cattiva natura degli esseri umani, tanto da deplorare aperta- mente e in modo energico i peccati più in- sidiosi dell’anima umana, come l’ambizione presso i quali ha vissuto. Un vero uomo del Rinascimento insomma, nonché genio eclet- tico, universale, che non finisce mai di sor- prenderci. In altre occasioni, nei suoi pensieri, loda le amabili virtù dell’uomo e la forza dell’a- more che scaturisce dal loro esercizio. So- stiene, ad esempio: « L’amore di qualunque cosa è figlio della conoscenza della mede- sima e l’amore è tanto più fervente quanto più la conoscenza è certa ». In tal modo inco- raggia chi lo legge allo studio, alla conoscen- za,alla ricerca della verità. In questo cammi- no insorgono alcuni ostacoli, in particolare nello studio delle materie scientifiche o an- che, più semplicemente, in quelle affron- tate con metodo rigoroso, scientifico. Dice Leonardo a tale riguardo: « DELLE SCIENZIE. Nessuna certezza è dove non si po’ applicare una delle scienzie matematiche, ovver che non sono unite con esse matematiche ». Da qui Leonardo avvertì la necessità di studiare i classici libri di matematica di Euclide ed Ar- chimede, ad esempio, o il «De Architectura» di Vitruvio Pollione, un’opera in dieci libri del 27-23 a.C. I suoi biografi sostengono che la biblioteca personale di Leonardo era prov- vista di 180-200 libri circa, che egli leggeva avidamente e che riempiva di annotazioni critiche (sono andati purtroppo perduti). Oltre ai testi scientifici possedeva numero- se opere letterarie, come quelle dei poeti latini Orazio ed Ovidio, dello storico Plinio Ritratto di Leonardo Da Vinci Il Salvator Mundi - Nella mano sinistra il Signore tiene una sfera trasparente che simboleggia il cosmo
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