Settembre-Ottobre 2019
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2019 12 della Biblioteca Reale di Windsor» (Inghilter- ra,1979). Oltre a ciò «il buon Leonardo», come lo chiamava lo scrittore fiorentino Giovanni Pa- pini nel primo Novecento, si abbandonava a varie riflessioni a carattere morale, volte al bene e al perfezionamento della natura umana. Citava spesso il Signore Iddio nei suoi appunti, al quale si raccomandava: in tal modo, vista la sua notorietà, ha sempre con- tribuito a tener alto il valore della cristiani- tà, sia in Italia che nel mondo. Riferendosi a un pensiero del poeta latino Orazio, scris- se, ad esempio: « Iddio ci vende tutti li suoi beni per prezzo di fatica ». E chi non sapreb- be riconoscere questa sacrosanta verità? In effetti solo Dio è esente da fatica. Oppure ancora: «Io t’ubbidisco, Signore, pri- ma per l’amore che ragionevolmente portare ti debbo, secondariamente ché tu sai abbreviare o prolungare le vite a li omini». Questa intima confi- denza, da sola, può dare un’idea della nobiltà d’animo di Leonardo. È noto che egli si adoperava costantemen- te e in molteplici attività e a chi gli chiedeva il perché di tanto sforzo ri- spondeva: « Non mi sazio di servire ». Questa affermazione la potremmo definire la carta d’identità del cristia- no vero, autentico. In lui confluivano varie personalità: l’artista, l’architet- to, l’inventore, l’ingegnere, lo scien- ziato e cos’altro ancora? Possedeva una personalità poliedrica, assetata di bellezza e di conoscenza. E, per di più, era un buon musicista, che suonava la lira, l’antico strumento musicale a corde, accompagnandosi con melodie e canti di sua composizione. Anche per questo motivo ve- niva invitato ad organizzare spettacoli tea- trali o di intrattenimento, in particolar modo presso le corti dei principi e dei governanti Q uest’anno la divina Provvidenza ha voluto mandarci lo spirito di Leonar- do Da Vinci, per ridare lustro e cre- dibilità al nostro Paese, travolto da tante amare vicende. L’artista fiorentino sa- peva abbinare una grande curiosità intellet- tuale ad una notevole abilità sperimentale, tanto da riuscire a sviluppare un nuovo ap- proccio alla scienza pittorica, che compren- deva l’osservazione sistematica della natura e il ragionamento logico. Ma, com’egli scris- se, « Com’è più difficile a intendere le opere di natura che un libro di un poeta! ». Queste caratteristiche lo resero eminente nell’ar- te della pittura e non solo. Ideò macchine e congegni che anticiparono di alcuni secoli la tecnica; lasciò le sue geniali invenzioni in circa 6000 pagine di disegni e appunti sparsi, poi raccolti da altri sotto il nome di «Codi- ci». Sono tutti documenti di enorme valore. Tra di essi risalta una serie di studi e dise- gni sulla anatomia umana, utilizzati ancor oggi nei testi di medicina. Sono stati raccolti in un volume dal titolo: «Disegni anatomici Enrico Rota, socio della sezione UCIIM di Reggio Emilia RISCOPRIAMO LA SCIENZA E L’ARTE DI LEONARDO DA VINCI Uno studio di Leonardo sulla maternità
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