Settembre-Ottobre 2019
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2019 11 sue leggi rappresenta. Una terza considerazione, a partire dal- le scelte di Antigone o di Socrate. Le loro scelte si configurano come scelte individuali di martirio. E tale può essere anche la scel- ta di tante altre persone, più o meno note, nei nostri tempi: come Franz Jägerstätter, il contadino austriaco e terziario francescano che accettò di essere giustiziato nel 1943 pur di non deflettere dalla sua posizione di re- nitente alla guerra di Hitler (per quanto la chiesa cattolica, la teologia del bellum iu- stum e il diritto canonico lo avrebbero ben autorizzato a comportarsi diversamente) (6). E una scelta individuale di «martirio» è da rispettare comunque e sempre. Tuttavia, è nondimeno importante porsi una doman- da, domanda che l’educatore potrà porre a se stesso e, nel contempo, si suoi giova- ni: chi ha responsabilità che non sono solo individuali e le cui azioni e decisioni hanno conseguenze su tanti altri è giusto che as- suma criteri di giudizio diversi in un’ottica di «etica della responsabilità» e non solo di «etica della convinzione» o «dei princi- pî (per riprendere la celebre locuzione di (6) Jägerstätter è un altro dei testimoni della coscienza proposti da Palini ( Testimoni della coscienza , cit.), assieme ad Antigone, Socrate, san Massimiliano (martire della Chiesa cartaginese del II secolo), Tommaso Moro (cancelliere inglese che nel 1534 rifiuta di riconoscere l’Atto di successione con la supremazia del re sulla Chiesa d’Inghilterra), Pavel Florenskij (scienziato e teologo russo che continua a professare la propria fede nei gulag staliniani), i giovani della “Rosa Bianca” contro Hitler. (7) F. C ardini , Prefazione a Palini, Testimoni della coscienza , cit., p. 7. (8) J. M aritain , I diritti dell’uomo e la legge naturale , Vita e Pensiero, Milano 1977, p. 55. (9) Sul punto ha scritto un articolo illuminante C. M agris ( Le leggi degli dei e quelli degli Stati , in «Corriere della Sera», 25.04.2009). Ma più in generale si veda: V. P ossenti , Radici dell’ordine civile , Marietti, Casale Monferrato 2006, pp. 84 ss.; R. G erardi (ed.), La legge morale naturale. Problemi e prospettive , Lateran Univ. Press, Città del Vaticano 2007; G. A ngelini (ed.), La legge naturale. I principii dell’umano e la molteplicità delle culture , Glossa, Milano 2007. Max Weber)? In tale prospettiva, lo storico Franco Cardini ha scritto che «la prudenza dimostrata dalla autorità cattoliche durante il secondo conflitto mondiale fu opportuna e consentì di salvare molte vite umane; se nel Reich ci fossero stati mille Jägerstätter, Hitler non sarebbe certo stato rovesciato per questo, ma in cambio il martirologio catto- lico delle vittime del nazismo sarebbe mol- to più lungo» (7). Si può o meno concordare con la tesi di Cardini (ed in effetti il giudizio degli storici è controverso), ma il problema certamente merita di essere po- sto tanto sul piano storico quan- to su quello etico ed educativo. Ed infine, sempre in sintesi sommaria, un’ultima questio- ne. Uno dei fondamenti dell’o- biezione o della disobbedienza/ resistenza è stato il cosiddetto diritto naturale: quella che An- tigone chiama legge non scritta ed eterna, non prevista da alcun codice ma tuttavia inviolabile. Infatti, come ha scritto Maritain, i grandi filosofi dell’antichità sino almeno alla prima età moderna «sape- vano che la natura deriva da Dio e che la leg- ge non scritta deriva dalla legge eterna che è la saggezza creatrice stessa; è per questo che l’idea della legge naturale o non scritta era legata per loro a un sentimento di pietà naturale, a quel profondo rispetto sacro indi- menticabilmente espresso da Antigone» (8). Ma oggi, per la verità ormai da qualche de- cennio, l’idea di diritto naturale risulta for- temente contestata, messa in discussione da impostazioni culturali improntate al relativi- smo e al multiculturalismo (9). Ecco un’altra sfida difficile per l’educatore di oggi.
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