Settembre-Ottobre 2018
protestare contro le ingiustizie, il coraggio di rapportarsi agli altri e di rischiare la pro‐ pria personalità nel rapporto con quelli che sono molto diversi da noi. Lipman muove anche dalla sua esperien‐ za come docente di logica e realizza il pro‐ prio progetto educativo partendo dall’anali‐ si empirica (ma al tempo stesso riflessiva) delle difficoltà che i suoi studenti dimostra‐ vano nella pratica formale ed informale del ragionamento logico‐argomentativo colse lo spunto per costruire una proposta di educa‐ zione precoce al pensiero, già dall’infanzia. È in quell’età che lo stupore davanti al mondo è più forte, in cui si declina in tutta la sua potenza la spontaneità ed è in quell’età che si può sviluppare un’attitudi‐ ne filosofica irriducibile a un canone disci‐ plinare che consente un grado di maggiore libertà e fecondità per interpretare e cono‐ scere se stessi e il mondo. La caratteristica che contraddistingue il pensare con metodo filosofico è il fatto che il filosofo pensa riflessivamente, quindi ope‐ ra diversamente dagli altri intellettuali sul proprio stesso pensiero: lo fa non per spie‐ gare il mondo una volta per tutte, ma per comprenderlo in maniera sempre nuova. La domanda e il processo del domandare filosofico sul perché, quindi la ricerca di senso e significato, è la peculiare forma dell’attività conoscitiva che il filosofo sot‐ topone sempre al vaglio della ragione e del‐ la riflessione critica. Il pensiero complesso e il metodo critico costituiscono appunto il cuore del filosofare e l’apprendimento che con esso si realizza si muove nei tre ambiti della cognizione, della meta‐cognizione e della motivazione. Per questi motivi la pratica del filosofare nella comunità di ricerca si presenta come una attività trasversale rispetto alle disci‐ pline curriculari tradizionali: offrendo ai praticanti, bambini e ragazzi, l’occasione per acquisire il metodo della filosofia che, agendo sullo sviluppo di competenze cogni‐ tive e metacognitive di secondo livello, at‐ traversa trasversalmente tutte le discipline curricolari, supportandone gli ambiti di co‐ noscenza. Considerando infatti i contenuti disciplinari il filosofare si situa su un livello che oltrepassa e include le altre discipline, volto alla sistematizzazione e all’organizza‐ zione dei saperi. Oggi la Philosophy for children ha un or‐ ganismo di coordinamento internazionale delle attività di formazione e ricerca a li‐ vello internazionale, l’ICPIC ( International Council for Philosophical Inquiry with Chil‐ dren ). A questo organismo afferiscono tutte le associazioni nazionali che attuano il cur‐ ricolo elaborato da Lipman e dai suoi segua‐ ci, e tali associazioni sono autorizzate a ri‐ lasciare le certificazioni ufficiali a tutti i fa‐ cilitatori formati secondo il programma ed i parametri nazionali ed internazionali ( tea‐ cher e teacher expert ): la formazione a questa pratica viene oggi realizzata presso sedi universitarie e anche al di fuori del cir‐ cuito accademico. SOPHIA (6) è la Federazione europea dei Centri di Philosophy for children. In Italia la pratica di questo stile di ricerca e insegna‐ mento ha conosciuto un certo sviluppo, che si auspica cresca ulteriormente, grazie a fi‐ gure come quella di Cosentino (7). I centri di Philosophy for children ufficialmente ri‐ conosciuti e affiliati all’IAPC, all’ICPIC e a SOPHIA sono il Centro di Ricerca sull’Indagi‐ ne Filosofica (CRIF) di Roma e il Centro In‐ terdisciplinare di Ricerca Educativa sul Pen‐ siero (CIREP) di Rovigo. Essi sono le uniche organizzazioni abilitate a fare formazione e a rilasciare i titoli riconosciuti a livello na‐ zionale e internazionale. Merita una menzione in questo contesto la realtà della Scuola di Acuto che rappre‐ senta il primo impegno del CRIF nel campo della formazione attiva oramai da due de‐ cenni in questo paese a sud di Roma, che ospita regolarmente un corso residenziale modellato sul modello della scuola di Men‐ dham organizzato da Matthew Lipman e Ann Sharp. 25 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXV - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2018 (6) Si veda al riguardo il contributo di A. C OSENTINO , Sophia , in «Informazione Filosofica», N. 7/1992, p. 58. (7) Si veda il resoconto offerto in A. C OSENTINO (a cura di), Filosofia e formazione. 10 anni di P4C in Italia , Liguori, Napoli 2002.
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