Settembre-Ottobre 2018
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXV - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2018 24 valore cognitivo delle emozioni. Appare in‐ fatti sempre più fecondo riflettere in ma‐ niera estesa sulla connessione tra sviluppo morale e concreto disporsi attuosamente ad operare per modificare concrete situazioni di sofferenza o, aprendo ancor di più lo sguardo, sulle sempre nuove forme di ingiu‐ stizia sociale che impediscono la piena fiori‐ tura delle capacità della persona umana. Questa fioritura avviene nelle comunità, terzo concetto dinamico caratteristico della proposta di Lipman, che si situa pedagogi‐ camente e filosoficamente in dialogo e an‐ che al di là del paradigma delle capabilities elaborato da Sen e Nussbaum negli ultimi anni. L’esemplarismo in filosofia normativa (morale e politica) per come elaborato da autori molto diversi come Zagzebski negli USA e Ferrara in Italia è al riguardo signifi‐ cativo (5). Il curricolo della P4C è un curricolo che si apre alle recenti acquisizioni derivanti dalla filosofia pratica incentrata su emo‐ zioni e passioni e, come suggeriamo, ana‐ loghi stimoli potrebbe ricevere dai più re‐ centi apporti dell’etica delle virtù ( virtue ethics ). Le teorie etiche moderne, anche quan‐ do si differenziano grandemente fra loro sotto l’aspetto formale, condividono spes‐ so la presupposizione che la mia felicità, la mia piena realizzazione, e la felicità e gli interessi degli altri si possano esaminare in sfere di ragionamento pratico del tutto di‐ stinte. Un aspetto caratterizzante dell’eti‐ ca delle virtù è invece la declinazione pe‐ culiare della regola aurea (altresì nota co‐ me regola di platino ) per la quale il bene degli altri deve importare a me proprio perché è il bene degli altri, non perché faccia parte del mio bene o perché si ridu‐ ca al mio bene. La stessa nozione di persona è diversa: non si tratta del soggetto della filosofia li‐ berale compreso solo nei termini della gra‐ tificazione che si ottiene col raggiungimen‐ to di vantaggi. Se lo scopo è più ampiamen‐ te quello della realizzazione e il telos è quindi quello della fioritura ottenuta attra‐ verso l’attualizzazione delle virtù nel vivere concreto, allora adempirò anche ai precetti propri della società liberale. Dal punto di vista formale, tendere alla propria fioritura equivale a cercare di vivere la propria vita virtuosamente. Il curricolo della P4C può quindi essere osservato muovendo dalle influenze derivan‐ ti dalle riflessioni e dai nuovi approcci della filosofia contemporanea, in particolare della filosofia dell’educazione; dall’altra conside‐ ra e propone la frequentazione della filoso‐ fia nella sua dimensione di attività ed eser‐ cizio dialogico comunitario, sociale come già avveniva nella piazza fulcro delle attività sociali nelle antiche città‐stato greche. In quest’ultima accezione la filosofia si tradu‐ ce in una pratica, precipuamente nel filoso‐ fare insieme in uno spazio dove avviene l’in‐ contro di idee, ragioni, valori, argomenta‐ zioni ed istanze personali ed universali e do‐ ve si agevola l’educazione al pensiero. La P4C si caratterizza difatti per l’uso che fa della filosofia come strumento e me‐ todo di educazione al pensiero complesso (critico, creativo e valoriale), e per il modo in cui attua il suo progetto di fare filosofia centrandolo sull’idea della ricerca e della conoscenza come realtà che crescono in contesto comunitario, nonché come prati‐ che che fanno crescere il benessere e le buone pratiche comunitarie, in una società sempre più frammentata. Alle intuizioni che Lipman riprende at‐ tualizzando il paradigma socratico ci sentia‐ mo di aggiungere qualche ulteriore riflessio‐ ne derivante dalla filosofia di Fichte, non‐ ché dalle declinazioni che negli ultimi anni hanno offerto nel panorama filosofico italia‐ na Pareyson e Ivaldo. La pratica della Philo‐ sophy for Children intesa come autodeter‐ minazione e auto‐destinazione, nelle due accezioni del termine tedesco Bestimmung , determinare e destinare, può promuovere al meglio lo sviluppo di abilità cognitive, ma ha aiutato i bambini ad essere più consape‐ voli di se stessi; li ha messi in grado di pen‐ sare da soli chi sono, chi vorrebbero essere e in che mondo vorrebbero vivere; ha inco‐ raggiato la loro capacità di operare con altri per inventare nuovi ideali, nuovi rapporti e ha ridato il coraggio di agire su questo mon‐ do. Questo coraggio arriva dalla compassio‐ ne per la sofferenza umana e dal rifiuto della violenza. Comporta una disponibilità a
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