Settembre-Ottobre 2018

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXV - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2018 22 ben chiarificato nelle integrazioni che Lip‐ man ben descrive quali caratterizzanti la transizione dalla prima alla seconda edizio‐ ne del suo volume che negli ultimi tre de‐ cenni ha costituito il riferimento concettua‐ le più rilevante per la P4C e non solo (1). In‐ fatti nella filosofia morale negli ultimi anni del XX secolo vi è stato un notevole fioritura dell’interesse per una filosofia morale incar‐ nata, declinata in un continuo riferimento a passioni, abiti e virtù, riabilitando e rinno‐ vando un lessico antico forse messo un po’ troppo da parte dal normativismo kantiano. Alcune filosofe hanno contribuito negli ulti‐ mi anni a tale fioritura e tra queste la più nota è Martha Nussbaum, ma prima di lei autrici anche molto diverse come Elizabeth Anscombe, Philippa Foot, Rosalind Hursthou‐ se, Mary Warnock e più di recente Linda Zagzebski, hanno rilanciato l’etica delle vir‐ tù in contesto oxoniense e angloamericano in genere. Queste filosofe erano accomuna‐ te dal desiderio di riscoprire la vita interiore e la virtù, riscoprendo l’etica della virtù di Platone, Aristotele e Tommaso, vista come capace di sviluppare una stretta unione tra filosofia ed etica, partecipando alla rinasci‐ ta della filosofia pratica vista come pratica comunitaria. La Philosophy for children avviene in una comunità di ricerca , termine non casuale, in quanto può essere connesso puntualmen‐ te con l’emergere del comunitarismo in am‐ biente angloamericano a opera di pensatori come Alasdair MacIntyre, Michael Sandel, Charles Taylor che hanno rinnovato la di‐ scussione in filosofia morale e politca trop‐ po centrata sul paradigma del liberalismo politico e dell’utilitarismo cercando una terza via antica e nuova al tempo stesso. La Philosophy for children nella discus‐ sione pedagogica rappresenta una significa‐ tiva esperienza contemporanea, forse la più rilevante tra quelle che hanno ad oggetto la filosofia. Essa fu teorizzata da Matthew Lip‐ man negli anni ‘70, ha avuto ampio seguito e diffusione dapprima negli Stati Uniti e successivamente in tutto il mondo con l’isti‐ tuzione di numerosi centri e una consolida‐ ta sperimentazione del programma. La P4C è un progetto educativo per bam‐ bini e ragazzi (dalla scuola dell’infanzia ai primi anni del liceo), realizzato in contesti scolastici e formativi, centrato sulla pratica del filosofare in una comunità di Ricerca (CdR), cioè in una realtà dialogica che ca‐ ratterizza la particolare indagine conosciti‐ va ed autocorrettiva, specificandola in una ricerca/indagine filosofica del senso della vita e delle cose fatta insieme, con, attra‐ verso l’altro (2). Il percorso educativo della Philosophy for children prevede la trasformazione del‐ la classe in una comunità di ricerca all’in‐ terno della quale i bambini e i ragazzi ascoltano con rispetto gli altri, integrano le idee degli altri, chiedono agli altri di fornire ragioni a supporto delle loro opinioni, si aiutano a vicenda a trarre conclusioni da quanto si è detto. La diffusione della Philosophy for chil‐ dren in più di 40 paesi del mondo e, in Ita‐ lia, in numerose scuole (soprattutto prima‐ rie) ha messo in luce nel corso degli anni le potenzialità didattiche del programma. Il curricolo formativo della P4C viene ideato e sistematizzato dagli anni ’70 del XX secolo e poi più volte ripensato e rinnovato ad opera di Lipman. Egli è allievo di Dewey, e a parti‐ re da una serie di attività e lavori di valuta‐ zione realizzati con i suoi collaboratori ha realizzato un percorso formativo, una prati‐ ca filosofica che ha avuto un seguito rile‐ vante in diverse nazioni, tra cui l’Italia, che ha visto negli ultimi anni la traduzione di molte sue opere (3). (2) Per una presentazione a più voci della realtà della P4C si rinvia a M ARINA S ANTI (a cura di), Philosophy for Chil‐ dren : un curricolo per imparare a pensare , Liguori Editore, Napoli 2005; si vedano anche A. V OLPONE (a cura di), Pratica filosofica di comunità , Liguori Editore, Napoli 2013 e A. C OSENTINO , S. O LIVERIO , Comunità di ricerca filosofica e formazione. Pratiche di coltivazione del pensiero , Liguori Editore, Napoli 2011. (3) Riportiamo di seguito i riferimenti delle molte traduzioni di opere di Lipman disponibili in Italia, che si carat‐ terizzano per alternare il genere trattatistico a quello narrativo e anche autobiografico: M. L IPMAN , Il prisma dei perché , Armando, Roma 1992 (poi riedito da Liguori, Napoli 2004); Id., Elfie , Liguori, Napoli 2000; Id., Kio e Gus , Liguori, Napoli 2000; Id., Pixie , Liguori, Napoli 2000; Id. Lisa , Liguori, Napoli 2016; Id., L’impegno di una vita: in‐ segnare a pensare , Mimesis 2018.

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