Settembre-Ottobre 2018

17 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXV - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2018 za che nulla succeda, dal leggere, dallo stu‐ diare la Costituzione e le norme generali ad essa collegate e dall’utilizzarla come «cas‐ setta degli attrezzi», per capire qualcosa del nostro mondo e per concorrere a miglio‐ rarlo, si sarà posto questa domanda :»per‐ ché non provare a chiedere al Parlamento di trovare «adeguato spazio nel quadro didat‐ tico della scuola di ogni ordine e grado», come sta scritto nell’odg Moro e altri, ap‐ provato all’unanimità, con prolungati ap‐ plausi, nell’Assemblea Costituente, l’11 di‐ cembre 1947? E perché il decreto di Aldo Moro del 1958, i successivi programmi, spe‐ rimentazioni, leggi, tra cui la 169/2008 de‐ dicata a «Cittadinanza e Costituzione», in‐ dicazioni nazionali e curricolari, e i succes‐ sivi sforzi condotti in sede culturale, politi‐ ca, parlamentare, ministeriale, universita‐ ria, scolastica sono stati in complesso così poco amati e praticati, salvo felicissime ec‐ cezioni? La proposta dell’ANCI offre un’opportu‐ nità per ritentare per l’ennesima volta, con persone nuove e antiche, rinnovate, de‐ luse e speranzose, di comporre un puzzle dotato delle splendide tessere di un mo‐ saico per lo più ignorato nella sua bellez‐ za e nel suo valore: quello disegnato dal‐ la Costituzione. Se e quando il Parlamen‐ to approverà il testo firmato da almeno 50.000 cittadini italiani, il Ministro avrà sei mesi di tempo per trovare la soluzio‐ ne ordinamentale ritenuta migliore, sen‐ tite la Commissione per le Indicazioni nazionali, un apposito gruppo di lavoro, il CSPI e naturalmente il suo formidabile staff di alti Dirigenti. Non è un referendum pro o contro un personaggio o un partito politico, ma un libero atto «sovrano» che si propone di impegnare lo Stato a dare ai ragazzi un nutrimento sano, il meglio che ci abbia‐ no consegnato i nostri bisnonni dopo il disastro della guerra. Si può firmare, per scendere al prati‐ co, negli uffici dei Comuni, si può discu‐ terne nelle associazioni, nei sindacati, nei partiti, nei gruppi di volontariato, nelle scuole, come ha scritto in un bel messaggio il presidente dell’ANCI Lombar‐ dia. Basta volerlo fare, se si è «cittadini praticanti», adeguatamente informati, anzi‐ tutto dai Comuni e dai «cittadini attivi» di cui all’art. 118 Cost., che recita: «Stato, Regioni, Città metropolitane, Province, Co‐ muni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgi‐ mento di attività di interesse generale, sul‐ la base del principio di sussidiarietà». L’AN‐ CI con la sua iniziativa ha favorito il Popolo. I sei mesi previsti dalla Costituzione stanno passando. Restano, a settembre, tre mesi di tempo per raccogliere… un milione di firme. Ora tocca ai singoli comuni e ai singoli cit‐ tadini dare sostanza al Patto Costituzionale. Non si risolveranno in tal modo tutti i pro‐ blemi su cui si lavora e si litiga ogni giorno, ma non si compirà un atto di omissione nei riguardi delle giovani generazioni, perché non siano derubate anche dello strumento più potente per alimentare la speranza di «sortirne insieme», cioè della Costituzione e della politica illuminata e ragionevole che si può svolgere nel suo ambito.

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