Settembre-Ottobre 2018

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXV - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2018 16 Luciano Corradini, Presidente nazionale emerito F ra i problemi sollevati dalle ricerche di Tuttoscuola sull’abbandono scola‐ stico e quelli di più vasto raggio resi noti dall’OCSE e da Treellle con lo «Sguar‐ do sull’educazione 2018», e i problemi economici, finanziari e politici del nostro Paese, ormai lanciato in una campagna epocale per le prossime elezioni europee, si rischia di non percepire la rilevanza e l’opportunità di un’iniziativa finora passa‐ ta sotto silenzio. Non è probabile che i cittadini italiani, anche i più sensibili sul piano sociale e i più attenti alle sorti della democrazia e della scuola italiana, vadano di loro iniziativa sul sito dell’ANCI, Associazione nazionale co‐ muni italiani. Quei pochi che l’hanno fatto, hanno potuto leggere, in alto a destra, una notizia che è anche un messaggio e un invi‐ to di straordinaria importanza. La notizia è questa: l’ANCI (anci.it ), con decisione unanime, ha promosso, con tutti i crismi della legge, di cui dà notizia la Gaz‐ zetta Ufficiale del 15 6 2018, fra i cittadini italiani, una raccolta di firme a sostegno di una legge di iniziativa popolare finalizzata a far introdurre l’educazione alla cittadinan‐ za come disciplina autonoma nelle scuole di ogni ordine e grado . Nel sito ci sono, da lu‐ glio, tutte le informazioni utili a capire per‐ ché, su che cosa, come, dove, quando i cit‐ tadini italiani siano messi in grado di eserci‐ tare «l’iniziativa delle leggi mediante la proposta da parte di almeno 50.000 elettori di un progetto redatto in articoli» (art. 71 Cost.). Peccato che altrettanta chiarezza non si trovi in merito nei siti dei singoli co‐ muni e che stampa e media non ne parlino ancora. Forse perché non si tratta di una compe‐ tizione elettorale contro qualcuno, ma di un’iniziativa di tutti i Comuni per il bene comune di tutti i cittadini e in particolare dei ragazzi? Forse perché non si ha fiducia nell’attenzione del Parlamento e del Gover‐ no alle proposte di legge di iniziativa popo‐ lare? O perché si pensa che l’educazione al‐ la cittadinanza si faccia già «trasversalmen‐ te» nella scuola, o che questa sia un’assolu‐ ta novità, un altro carico posto su una scuo‐ la già caricata da tante «educazioni»? Ma si è certi che le cose stiano in questo modo, prima d’aver letto le motivazioni e gli arti‐ coli di questa proposta? Di fatto con questa iniziativa si cerca di raschiare il fondo del barile della democrazia italiana, appellan‐ dosi tutti insieme da un lato alla «base» e dall’altro al supremo potere legislativo. Che c’entrano i sindaci con la Costituzione e con l’educazione civica nella scuola? In questo 70° compleanno della Carta, la ministra Fedeli ha mandato pacchi di copie destinate a tutti gli studenti italiani, affi‐ dandosi alla buona volontà di docenti, stu‐ denti e genitori. Non so quanti di loro ab‐ biano letto la XVIII e ultima disposizione transitoria e finale, riportata anche nelle prime pagine della bella edizione del Poli‐ grafico, vicino alle firme storiche di Terraci‐ ni, De Nicola e De Gasperi, che afferma: «Il testo della Costituzione è depositato nella sala comunale di ciascun Comune della Re‐ pubblica, per rimanervi esposto durante tutto l’anno 1948, affinché ogni cittadino possa prenderne cognizione». Qualche sindaco, che forse nel 1948 non era ancor nato, mettendo la fascia tricolo‐ re, guardando quello che succede nei com‐ portamenti e nelle conoscenze dei giovani, e non solo, e notando che, nonostante qual‐ che buona legge tuttora vigente, docenti e studenti di fatto per lo più si esimono, sen‐ È L’ORA DELLA CITTADINANZA, PER SINDACI E CITTADINI

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