Settembre-Ottobre-2015
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2015 6 S p i r i t u a l i t à trodurre delle particolari attenzioni nel progetto educativo; non è nemmeno que- stione di essere più indulgenti, meno seve- ri o di sminuire l’insegnamento o la propo- sitività. È questione di situare la proposta educativa in un orizzonte relazionale se- gnato da amore vero. È questione di aria che si respira. Debolezza e forza della misericordia l’amore, l’amore di misericordia, è nell’aria, è ispirazione, respiro, sfida conti- nua per l’educatore. È richiamo al dono ve- ro, alla gratuità, a non far pesare le proprie conoscenze, a valutare i risultati dell’ap- prendimento ma senza giudicare le persone, a non dimenticare mai che al di là di un in- successo scolastico c’è una persona da rico- noscere, da amare così com’è. Entrare nell’orizzonte della misericordia, per il do- cente, non significa perdita del proprio ruo- lo o rinuncia educativa. nell’apparente de- bolezza della misericordia, si nasconde, in realtà, la forza e l’energia della vita. la fe- de qui ha un punto alto di ispirazione edu- cativa. papa francesco ricorda l’espressione di san tommaso d’aquino: «È proprio di dio usare misericordia e specialmente in questo si manifesta la sua onnipotenza». queste parole - commenta il papa - «mostrano quanto la misericordia divina non sia affatto un segno di debolezza, ma piuttosto la qua- lità dell’onnipotenza di dio. È per questo che la liturgia, in una delle collette più an- tiche, fa pregare dicendo: “o dio che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la mise- ricordia e il perdono”. dio sarà per sempre nella storia dell’umanità come Colui che è presente, vicino, provvidente, santo e mise- ricordioso» (mV 6). la pratica educativa della misericordia richiede coraggio e una grande riconcilia- zione con se stessi, con le proprie debolez- ze, con i propri fallimenti. Solo chi si rico- nosce bisognoso di misericordia e solo chi ha fatto l’esperienza di essere stato amato e perdonato, può essere capace di miseri- cordia. l’esposizione sincera di se stessi con le proprie debolezze e coi propri pec- cati davanti a dio, senza paure e anche nella concretezza sa- cramentale, fa sentire la poten- za salvifica e trasformatrice della misericor- dia e apre ad una educazione nel segno della misericordia. l’educatore cri- stiano ha nel- l’anno giubilare la possibilità di nutrirsi di misericordia, di entrare nel- l’evento della riconciliazione. Ha la possibi- lità di abitare quel luogo invisibile, umano e insieme divino, da cui riparte continua- mente la vita, la voglia di crescere e di ri- cominciare, la voglia di aiutare a crescere. L’oblio e la domanda di misericordia la misericordia ha anche un profondo senso culturale e antropologico, a cui è be- ne che l’educazione si apra. la misericor-
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