Settembre-Ottobre-2015

3 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2015 che «la Chiesa vive una vita autentica quan- do professa e proclama la misericordia […] e quando accosta gli uomini alle fonti della misericordia del Salvatore, di cui essa è de- positaria e dispensatrice» (6). anche papa Benedetto XVI disse: «la mi- sericordia è in realtà il nucleo centrale del messaggio evangelico, è il nome stesso di dio [...] tutto ciò che la Chiesa dice e compie, manifesta la misericordia che dio nutre per l’uomo. quando la Chiesa deve richiamare una verità misconosciuta, o un bene tradito, lo fa sempre spinta dall’amore misericordio- so, perché gli uomini abbiano vita e l’abbia- no in abbondanza (cfr Gv 10,10)» (7). Sotto questa luce e grazie a questo tem- po di grazia che la Chiesa ha vissuto, par- lando e discutendo della famiglia, ci sentia- mo arricchiti a vicenda; e tanti di noi hanno sperimentato l’azione dello Spirito Santo, che è il vero protagonista e artefice del Si- nodo. per tutti noi la parola «famiglia» non suona più come prima, al punto che in essa troviamo già il riassunto della sua vocazione e il significato di tutto il cammino sinodale (8). In realtà, per la Chiesa concludere il Si- nodo significa tornare a « camminare insie- me » realmente per portare in ogni parte del mondo, in ogni diocesi, in ogni comunità e in ogni situazione la luce del Vangelo, l’ab- braccio della Chiesa e il sostegno della mi- sericordia di dio! grazie! (6) Enc. Dives in misericordia , 13. disse anche: «nel mistero pasquale … dio ci appare per quello che è: un pa- dre dal cuore tenero, che non si arrende dinanzi all’ingratitudine dei suoi figli ed è sempre disposto al perdo- no» (giovanni paolo II, Regina Coeli , 23 aprile 1995: Insegnamenti XVIII, 1 [1995], 1035). E così descriveva la re- sistenza alla misericordia: «la mentalità contemporanea, forse più di quella dell’uomo del passato, sembra op- porsi al dio di misericordia e tende, altresì, ad emarginare dalla vita e a distogliere dal cuore umano l’idea stessa della misericordia. la parola e il concetto di misericordia sembrano porre a disagio l’uomo» (lett. Enc. Dives in misericordia [30 novembre 1980], 2). (7) Regina Coeli , 30 marzo 2008: Insegnamenti IV, 1 (2008), 489-490; e parlando del potere della misericordia afferma: «È la misericordia che pone un limite al male. In essa si esprime la natura tutta peculiare di dio - la sua santità, il potere della verità e dell’amore» ( Omelia nella Domenica della Divina Misericordia , 15 aprile 2007: Insegnamenti III, 1 [2007], 667). (8) Un’analisi acrostica della parola “famiglia” ci aiuta a riassumere la missione della Chiesa nel compito di: F ormare le nuove generazioni a vivere seriamente l’amore non come pretesa individualistica basata solo sul piacere e sull’“usa e getta”, ma per credere nuovamente all’amore autentico, fecondo e perpetuo, come l’uni- ca via per uscire da sé, per aprirsi all’altro, per togliersi dalla solitudine, per vivere la volontà di dio, per rea- lizzarsi pianamente, per capire che il matrimonio è lo «spazio in cui si manifesta l’amore divino; per difendere la sacralità della vita, di ogni vita; per difendere l’unità e l’indissolubilità del vincolo coniugale come segno della grazia di dio e della capacità dell’uomo di amare seriamente» ( Omelia nella Messa di apertura del Sino- do , 4 ottobre 2015: L’Osservatore Romano , 5-6 ottobre 2015, p. 7) e per valorizzare i corsi prematrimoniali co- me opportunità di approfondire il senso cristiano del Sacramento del matrimonio; A ndare verso gli altri perché una Chiesa chiusa in sé stessa è una Chiesa morta; una Chiesa che non esce dal proprio recinto per cercare, per accogliere e per condurre tutti verso Cristo è una Chiesa che tradisce la sua missione e la sua vocazione; M ani- festare e diffondere la misericordia di dio alle famiglie bisognose, alle persone abbandonate, agli anziani tra- scurati, ai figli feriti dalla separazione dei genitori, alle famiglie povere che lottano per sopravvivere, ai pecca- tori che bussano alle nostre porte e a quelli lontani, ai diversamente abili e a tutti coloro che si sentono feriti nell’anima e nel corpo e alle coppie lacerate dal dolore, dalla malattia, dalla morte o dalla persecuzione; I llu- minare le coscienze, spesso accerchiate da dinamiche dannose e sottili, che cercano perfino di mettersi al po- sto di dio creatore: tali dinamiche devono essere smascherate e combattute nel pieno rispetto della dignità di ogni persona; G uadagnare e ricostruire con umiltà la fiducia nella Chiesa, seriamente diminuita a causa dei comportamenti e dei peccati dei propri figli; purtroppo la contro-testimonianza e gli scandali commessi all’in- terno della Chiesa da alcuni chierici hanno colpito la sua credibilità e hanno oscurato il fulgore del suo messag- gio salvifico; L avorare intensamente per sostenere e incoraggiare le famiglie sane, le famiglie fedeli, le fami- glie numerose che nonostante le fatiche quotidiane continuano a dare una grande testimonianza di fedeltà agli insegnamenti della Chiesa e ai comandamenti del Signore; I deare una rinnovata pastorale famigliare che si basi sul Vangelo e rispetti le diversità culturali; una pastorale capace di trasmettere la Buona novella con linguaggio attraente e gioioso e di togliere dai cuori dei giovani la paura di assumere impegni definitivi; una pastorale che presti una attenzione particolare ai figli che sono le vere vittime delle lacerazioni famigliari; una pastorale in- novativa che attui una preparazione adeguata al Sacramento matrimoniale e sospenda le pratiche vigenti che spesso curano più l’apparenza di una formalità che un’educazione a un impegno che duri per tutta la vita; A mare incondizionatamente tutte le famiglie e in particolare quelle che attraversano un momento di dif- ficoltà: nessuna famiglia deve sentirsi sola o esclusa dall’amore o dall’abbraccio della Chiesa; il vero scandalo è la paura di amare e di manifestare concretamente questo amore.

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