Settembre-Ottobre-2015

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2015 2 E – aldilà delle questioni dogmatiche ben definite dal magistero della Chiesa – abbia- mo visto anche che quanto sembra normale per un vescovo di un continente, può risul- tare strano, quasi come uno scandalo, per il vescovo di un altro continente; ciò che vie- ne considerato violazione di un diritto in una società, può essere precetto ovvio e in- tangibile in un’altra; ciò che per alcuni è li- bertà di coscienza, per altri può essere solo confusione. In realtà, le culture sono molto diverse tra loro e ogni principio generale ha bisogno di essere inculturato, se vuole esse- re osservato e applicato (2). Il Sinodo del 1985, che celebrava il 20° anniversario del- la conclusione del Concilio Vaticano II, ha parlato dell’ inculturazione come dell’«inti- ma trasformazione degli autentici valori culturali mediante l’integrazione nel cri- stianesimo, e il radicamento del cristianesi- mo nelle varie culture umane» (3). l’ incul- turazione non indebolisce i valori veri, ma dimostra la loro vera forza e la loro autenti- cità, poiché essi si adattano senza mutarsi, anzi essi trasformano pacificamente e gra- dualmente le varie culture (4). abbiamo visto, anche attraverso la ric- chezza della nostra diversità, che la sfida che abbiamo davanti è sempre la stessa: an- nunciare il Vangelo all’uomo di oggi, difen- dendo la famiglia da tutti gli attacchi ideo- logici e individualistici. E, senza mai cadere nel pericolo del re- lativismo oppure di demonizzare gli altri, abbiamo cercato di abbracciare pienamente e coraggiosamente la bontà e la misericor- dia di dio che supera i nostri calcoli umani e che non desidera altro che «tUttI glI Uo- mInI SIano SalVatI» ( 1 Tm 2,4), per inserire e per vivere questo Sinodo nel contesto del- l’anno Straordinario della misericordia che la Chiesa è chiamata a vivere. Cari Confratelli, l’esperienza del Sinodo ci ha fatto anche capire meglio che i veri difensori della dot- trina non sono quelli che difendono la lette- ra ma lo spirito; non le idee ma l’uomo; non le formule ma la gratuità dell’amore di dio e del suo perdono. Ciò non significa in alcun modo diminuire l’importanza delle formule, delle leggi e dei comandamenti divini, ma esaltare la grandezza del vero dio, che non ci tratta secondo i nostri meriti e nemmeno secondo le nostre opere, ma unicamente se- condo la generosità illimitata della sua mise- ricordia (cfr Rm 3,21-30; Sal 129; Lc 11,37- 54). Significa superare le costanti tentazioni del fratello maggiore (cfr Lc 15,25-32) e de- gli operai gelosi (cfr Mt 20,1-16). anzi signi- fica valorizzare di più le leggi e i comanda- menti creati per l’uomo e non viceversa (cfr Mc 2,27). In questo senso il doveroso pentimento, le opere e gli sforzi umani assumono un si- gnificato più profondo, non come prezzo dell’inacquistabile Salvezza, compiuta da Cristo gratuitamente sulla Croce, ma come risposta a Colui che ci ha amato per primo e ci ha salvato a prezzo del suo sangue inno- cente, mentre eravamo ancora peccatori (cfr Rm 5,6). Il primo dovere della Chiesa non è quello di distribuire condanne o anatemi, ma è quello di proclamare la misericordia di dio, di chiamare alla conversione e di condurre tutti gli uomini alla salvezza del Signore (cfr Gv 12,44-50). Il beato paolo VI, con parole stupende, di- ceva: «possiamo quindi pensare che ogni no- stro peccato o fuga da dio accende in lui una fiamma di più intenso amore, un desiderio di riaverci e reinserirci nel suo piano di salvezza [...]. dio, in Cristo, si rivela infinitamente buono [...]. dio è buono. E non soltanto in sé stesso; dio è – diciamolo piangendo – buono per noi. Egli ci ama, cerca, pensa, conosce, ispira ed aspetta: Egli sarà – se così può dirsi – felice il giorno in cui noi ci volgiamo indie- tro e diciamo: Signore, nella tua bontà, per- donami. Ecco, dunque, il nostro pentimento diventare la gioia di dio» (5). anche san giovanni paolo II affermava (2) Cfr pontificia Commissione Biblica, Fede e cultura alla luce della Bibbia. Atti della Sessione plenaria 1979 della Pontificia Commissione Biblica , ldC, leumann 1981; Conc. Ecum. Vat. II, Cost. Gaudium et spes , 44. (3) Relazione finale (7 dicembre 1985): L’Osservatore Romano , 10 dicembre 1985, 7. (4) «In forza della sua missione pastorale, la Chiesa deve mantenersi sempre attenta ai mutamenti storici e all’evoluzione delle mentalità. non certamente per sottomettervisi, ma per superare gli ostacoli che si possono opporre all’accoglienza dei suoi consigli e delle sue direttive» (Intervista al Card. georges Cottier ne La Civiltà Cattolica , 3963-3964, 8 agosto 2015, p. 272). (5) Omelia , 23 giugno 1968: Insegnamenti VI (1968), 1177-1178.

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