Settembre-Ottobre-2015
1 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2015 XVIII CongREgazIonE gEnERalE dISCoRSo dEl Santo padRE a ConClUSIonE dEI laVoRI dElla XIV aSSEmBlEa gEnERalE oRdInaRIa dEl SInodo dEI VESCoVI 24.10.2015 Care Beatitudini, Eminenze, Eccellen- ze, cari fratelli e sorelle, vorrei innanzitutto ringraziare il Signore che ha guidato il nostro cammino sinodale in questi anni con lo Spirito Santo, che non fa mai mancare alla Chiesa il suo sostegno. mentre seguivo i lavori del Sinodo, mi so- no chiesto: che cosa significherà per la Chiesa concludere questo Sinodo dedicato alla famiglia ? Certamente non significa aver concluso tutti i temi inerenti la famiglia, ma aver cer- cato di illuminarli con la luce del Vangelo, della tradizione e della storia bimillenaria della Chiesa, infondendo in essi la gioia della speranza senza cadere nella facile ripetizio- ne di ciò che è indiscutibile o già detto. Sicuramente non significa aver trovato soluzioni esaurienti a tutte le difficoltà e ai dubbi che sfidano e minacciano la famiglia, ma aver messo tali difficoltà e dubbi sotto la luce della fede, averli esaminati attenta- mente, averli affrontati senza paura e sen- za nascondere la testa sotto la sabbia. Significa aver sollecitato tutti a com- prendere l’importanza dell’istituzione della famiglia e del matrimonio tra uomo e don- na, fondato sull’unità e sull’indissolubilità, e ad apprezzarla come base fondamentale della società e della vita umana. Significa aver ascoltato e fatto ascoltare le voci delle famiglie e dei pastori della Chiesa che sono venuti a Roma portando sulle loro spalle i pesi e le speranze, le ric- chezze e le sfide delle famiglie di ogni par- te del mondo. Significa aver dato prova della vivacità della Chiesa Cattolica, che non ha paura di scuotere le coscienze anestetizzate o di sporcarsi le mani discutendo animatamente e francamente sulla famiglia. Significa aver cercato di guardare e di leggere la realtà, anzi le realtà, di oggi con gli occhi di dio, per accendere e illuminare con la fiamma della fede i cuori degli uomi- ni, in un momento storico di scoraggiamen- to e di crisi sociale, economica, morale e di prevalente negatività. Significa aver testimoniato a tutti che il Vangelo rimane per la Chiesa la fonte viva di eterna novità, contro chi vuole «indottri- narlo» in pietre morte da scagliare contro gli altri. Significa anche aver spogliato i cuori chiusi che spesso si nascondono perfino die- tro gli insegnamenti della Chiesa, o dietro le buone intenzioni, per sedersi sulla catte- dra di mosè e giudicare, qualche volta con superiorità e superficialità, i casi difficili e le famiglie ferite. Significa aver affermato che la Chiesa è Chiesa dei poveri in spirito e dei peccatori in ricerca del perdono e non solo dei giusti e dei santi, anzi dei giusti e dei santi quan- do si sentono poveri e peccatori. Significa aver cercato di aprire gli oriz- zonti per superare ogni ermeneutica cospi- rativa o chiusura di prospettive, per difen- dere e per diffondere la libertà dei figli di dio, per trasmettere la bellezza della novi- tà cristiana, qualche volta coperta dalla ruggine di un linguaggio arcaico o semplice- mente non comprensibile. nel cammino di questo Sinodo le opinioni diverse che si sono espresse liberamente – e purtroppo talvolta con metodi non del tutto benevoli – hanno certamente arricchito e animato il dialogo, offrendo un’immagine viva di una Chiesa che non usa «moduli pre- confezionati», ma che attinge dalla fonte inesauribile della sua fede acqua viva per dissetare i cuori inariditi (1). (1) Cfr Lettera al Gran Cancelliere della «Pontificia Universidad Católica Argentina» nel centesimo anniversa- rio della Facoltà di Teologia , 3 marzo 2015.
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=