Settembre-Ottobre-2015

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2015 38 prima – nella storia – ampia campagna per la promozione del dialogo e della pace tra i popoli. dal suo lancio, nel 1987, ben tre mi- lioni di studenti universitari europei hanno compiuto uno o due semestri di studio al- l’estero e altri duecentomila stanno facen- do la stessa esperienza durante il corrente anno accademico. oramai qualsiasi europeo sa che cosa è l’Erasmus, lo sanno bene gli educatori ed anche tra i non «addetti ai la- vori» oramai non c’è più alcun cittadino eu- ropeo che non abbia un parente o un amico «che ha fatto l’Erasmus». ma, come avevo inizialmente pensato, oggi l’Erasmus viene ad interessare anche gli abitanti di conti- nenti diversi dall’Europa e pertanto è op- portuno dire qualcosa sulla struttura gene- rale e sugli obiettivi del programma Era- smus. Ciò interessa anche quegli europei che, sentendosi «cittadini del mondo» siano interessati a cogliere le possibili aperture extra-europee del programma. la connotazione essenziale dell’Erasmus consiste nel fatto che, prima di andare a stu- diare nell’università estera, lo studente rice- ve l’assicurazione dall’università presso cui è iscritto che gli studi compiuti all’estero ed i relativi crediti gli verranno integralmente ri- conosciuti e computati come facenti parte del suo piano di Studio individuale ai fini del conseguimento del diploma finale in patria, per lo studente italiano la laurea. nell’uni- versità ospitante lo studente viene valutato dai docenti secondo le normali modalità che vengono praticate con gli studenti locali. I voti vengono quindi «tradotti» in base a para- metri predefiniti. lo studente Erasmus paga le tasse universitarie soltanto nell’università di provenienza e nell’università ospitante ha diritto di avvalersi delle risorse disponibili (quali mense, residenze, etc.) in condizioni di parità con gli studenti locali. la borsa di studio offerta dall’Unione Europea non è sufficiente a coprire tutti i costi, ma in genere, con l’integrazione di risparmi personali o di qualche lavoretto procurato dall’ufficio collocamento del- l’università, lo studente riesce a «quadrare il bilancio» (con molta soddisfazione perso- nale). mi si consenta di dire brevemente anche ciò che l’Erasmus non è. l’ Erasmus non è finalizzato all’apprendimento delle lingue estere o al loro perfezionamento. non è fi- nalizzato all’apprendimento di specifiche materie che nell’università ospitante possa- no venire insegnate meglio che nell’univer- sità di origine. l’Erasmus non ha come de- stinatari gli studenti eccellenti ma è desti- nato a studenti di livello normale. nell’Erasmus l’elemento rilevante è non tanto lo studio all’estero ma piuttosto l’esperienza di una « full immersion » in una cultura diversa dalla propria. È questo il punto essenziale e specifico dell’Erasmus: un’esperienza di vita in un ambiente che è diverso (ma non troppo) da quello in cui lo studente è abituato a vivere. In fondo le università non sono poi così diverse l’una dall’altra: in tutte ci sono professori, lezio- ni, colleghi studenti, bacheche, esami, bi- blioteche, mense studentesche e simili. Inoltre lo studente Erasmus si trova a vivere la preziosa esperienza di «essere minoran- za», ma poiché (a differenza, ad esempio, di un emigrante) fa tale esperienza in un ambiente che non gli è ostile (anzi, gli è fondamentalmente amico), ne trae i frutti ma senza sofferenze. gli studiosi e gli educatori ormai parlano di «effetto Erasmus». Vediamo cosa significa. Il principale fattore educativo del pro- gramma Erasmus consiste nella esperienza di vivere per un periodo di alcuni mesi im- mersi in una cultura diversa dalla propria, nel trovarsi quotidianamente in una diretta interazione con persone della stessa fascia di età e livello culturale. nessuno tiene agli erasmiani un corso di lezioni sulla compren- sione interculturale né su come diventare disponibili al dialogo. Ciò che ormai viene chiamato «effetto Erasmus» viene acquisito direttamente dall’ESpERIEnza Erasmus, senza il tramite di categorie logiche o teori- che. lo studente semplicemente va e parte- cipa. questo è un punto su cui non si insi- sterà mai abbastanza. Il risultato veramen- te significativo di un’esperienza Erasmus non è il miglioramento nella conoscenza di una lingua estera o di specifiche abilità o competenze. I maggiori progressi hanno luo- go nell’area della crescita personale, so- prattutto nelle aree della leadership, della saggezza, della creatività. Ciò che viene ap-

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=