Settembre-Ottobre-2015
37 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2015 In primo luogo desidero porre in eviden- za un importante elemento positivo: tutti i presenti a questo convegno la cosa più im- portante la hanno già fatta: si sono recati ad un convegno internazionale. Il mio primo suggerimento è infatti quello di partecipare a convegni che siano internazionali. nessu- no di noi sa con esattezza, in anticipo, di CoSa ha bisogno, ma affacciarsi fuori dalla finestra, affacciarsi su altre culture non può che far bene. forse il futuro sarà ipertecno- logico, ma è anche possibile che sia di care- stia, di mera sopravvivenza, un futuro nel quale l’abilità a coltivare un orto potrà tor- nare molto utile. nel concreto, per ragazzi cresciuti in città potrebbe essere molto educativo andare a lavorare per qualche mese in campagna, ma ovviamente occorre che si tratti di un lavoro vero, non di una vacanza in un agriturismo. noi umani siamo delle ottime «macchine per imparare» e quando ci capita di vedere qualcosa che ri- sponda ad un nostro interesse, cogliamo al volo tale occasione di apprendimento. affacciarsi su campi del sapere o del- l’esperienza che siano dIVERSI dal proprio è una pratica sempre utile, è un’abitudine da assumere al più presto e da mantenere per tutta la vita: chi sia docente in un istituto di istruzione vada a visitare fabbriche o, meglio ancora, ci vada a lavorare almeno per qualche settimana. Chi sia docente di materie tecniche o scientifiche vada a visi- tare musei d’arte. Se nella propria città di residenza ha sede un’università (o una sua sede distaccata) andate a conferenze o con- vegni, che sono normalmente aperti al pub- blico. anziché lagnarci della scarsa «curiosi- tà di apprendere» dei nostri allievi, coltivia- mo la noStRa curiosità di apprendere. ai nostri allievi dobbiamo insegnare ad anda- RE In CERCa del sapere, magari a RUBaRlo. mai prestarsi al gioco perverso per cui l’in- segnante è colui che vuole fare apprendere mentre l’allievo cerca di apprendere il me- no che può. occorre essere totalmente sin- ceri su ciò che la scuola è: un ambiente strano, quasi unico, un ambiente in cui chi il sapere lo possiede è disponibile a rinun- ciare ad averne il monopolio: se l’allievo ha abbastanza curiosità di apprendere riuscirà ad appropriarsene. ma certamente non riu- scirà ad insegnare la curiosità di apprendere chi non la possieda egli stesso. negli ultimi anni sono sorte numerose università telematiche. alcune consentono di fruire dei loro corsi solo a chi si sia iscritto ed abbia pagato la relativa quota. ma ce ne sono alcune che, usufruendo di orari poco appetibili oppure di canali se- condari, trasmettono liberamente i loro corsi allo scopo di farsi conoscere, e chiun- que può vederseli gratuitamente sul televi- sore di casa. Un pagamento viene richiesto solo se ci si iscrive al tutoring ed agli esa- mi, in vista del conseguimento di un titolo di studio finale. di fronte ad un futuro incerto è fin trop- po ovvio che l’individuo meglio se la caverà se in lui saranno state coltivate e sviluppate tutte quelle caratteristiche che gli consen- tano di adattarsi a circostanze e contesti imprevisti. Ci riferiamo alla creatività e al pensiero critico. da ciò che ho detto è evi- dente che a mio avviso una pedagogia per un futuro incerto deve coltivare non tanto un professionista in senso eccessivamente ristretto ma piuttosto una intera personalità che, essendo robusta, possa essere all’oc- correnza flessibile. a scanso di equivoci, de- sidero ribadire che una ottima competenza tecnica nel proprio campo di lavoro è condi- zione indispensabile per potersi confrontare e competere in un mondo oramai globaliz- zato nel quale è mondializzata anche la concorrenza. desidero ora concentrarmi su uno stru- mento educativo che ritengo vada proprio nella direzione auspicata. mi riferisco al programma Erasmus dell’Unione Europea. già ben noto a qualsiasi cittadino europeo. perciò, a beneficio dei non europei accen- nerò soltanto alle sue linee essenziali. do- podiché concluderò attirando la vostra at- tenzione sull’ultimo sviluppo e potenzia- mento del programma Erasmus. dal 2013 il programma Erasmus è stato ampliato e po- tenziato e ri-finanziato nel programma Era- smus plus. Il finanziamento deliberato dall’Unione Europea per il settennio 2014- 2020 è stato incrementato del 45% ed am- monta a ben 15 miliardi di Euro, equivalenti a circa 16 miliardi di dollari. l’Erasmus viene oggi indicato come la
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