Settembre-Ottobre-2015

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2015 34 gIoVanI E laVoRo: qUalE pEdagogIa pER la gEnERazIonE dEll’InCERtEzza Sofia Corradi, Università Roma Tre a nticipo la conclusione cui intendo arri- vare: la pedagogia per la generazione dell’incertezza è il lifelong learning . occorre imparare ad imparare. per semplici- tà e brevità attingo abbondantemente a un testo che ritengo tuttora attualissimo e pre- cisamente al manifesto dell’Educazione per- manente di paul lengrand (1910 - 2003), se- condo il quale il processo educativo del sin- golo deve fondamentalmente essere quello di un «autodidatta» nel senso più pregnante del termine. lengrand pone addirittura come obiettivo dell’educazione quello «di fare di ogni essere umano un autodidatta nel senso più pieno del termine» intendendosi per tale «colui che prende nelle proprie mani i propri destini intellettuali, morali e spirituali». È un lungo cammino che ciascuno di noi deve per- correre. Egli prosegue «non si insisterà mai abbastanza sul fatto che ci sono degli am- BIEntI che favoriscono e degli ambienti che ostacolano lo sviluppo della personalità» ma sempre rimane essenziale ed indispensabile «lo sforzo personale, originale, unico nella sua direzione e nelle sue manifestazioni, che ciascun essere umano è nella necessità di compiere per proprio conto». l’educazione quindi «non si aggiunge alla vita, come qual- cosa che arriva dal di fuori» bensì si identifi- ca con il divenire dell’essere umano «non ap- partiene dunque al campo dell’avere bensì al campo dell’ESSERE». Il percorso educativo del singolo lo vede profittare, nelle varie contingenze storiche e nelle varie situazioni personali, di ogni occasione di crescita, lo vede «esplorare i terreni sempre nuovi che gli vengono dati e raccogliere le nuove messi che gli vengono offerte». Egli si sviluppa ( li- felong learning ) nell’ambito di quel grande laboratorio educativo che è la vita (e a fron- te del quale la scuola è un piccolo laborato- rio). Vogliamo intendere tale percorso come un vero e proprio «stile di vita», come un metodo scientifico che trovi applicazione non soltanto, in senso verticale, per tutta la dura- ta della vita in senso soggettivo, cioè per tut- ta la durata della vita del singolo, bensì ( life- wide learning ) anche in senso orizzontale: un fenomeno ampio quanto la vita stessa in sen- so oggettivo. Venendo al nostro incontro di oggi, cui partecipano delle persone che di professio- ne fanno l’insegnante, esso potrà essere vi- sto come uno stimolo a ciascuno dei parte- cipanti affinché si dedichi a coltivare e svi- luppare al meglio i suoi talenti naturali allo scopo di potere poi accompagnare profes- sionalmente nel miglior modo quelli che sa- ranno i suoi allievi sviluppandone le poten- zialità naturali. nei secoli passati i cambiamenti che si verificavano nel corso dei pochi anni che se- parano una generazione (quella degli inse- gnanti) dalla successiva (quella degli allievi) erano modesti. Invece oggi una cosa è sicu- ra: che il mondo in cui i nostri allievi si tro- veranno a vivere e lavorare sarà molto, moltissimo, diverso dal mondo di oggi. per- ciò, se vogliamo essere onesti, dobbiamo ammettere che noi non SappIamo a quale mondo, a quale lavoro, dobbiamo preparar- li. E come inizio di una relazione educativa,

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