Settembre-Ottobre-2015

le conoscenze. la scuola deve diventare una comunità in miniatura, che sia a stret- to contatto con l'ambiente e la realtà so- ciale del lavoro. l’obiettivo è il rispetto e la dignità della persona, di ogni persona, ma anche la salvaguardia dell’altrui sensi- bilità e soprattutto dell’innocenza dei bam- bini e del naturale sviluppo dei ragazzi, per cui va esclusa ogni informazione gratuita di parte e non rispondente ai bisogni conosci- tivi rilevati. la scuola è il luogo privilegiato per la formazione dell’uomo ma si è finito soven- te per barattare il diritto al lavoro con il diritto all’istruzione. per questo si deve invocare il ritorno della selezione, almeno fuori della scuola dell’obbligo, per scon- giurare la mancanza d’impegno e del do- vere penalizzando la pigrizia e talvolta la maleducazione. la scuola italiana è debo- le perché dà poco spazio al merito e so- prattutto perché guarda troppo poco al mondo della produzione. « Ora et labora » diceva san Benedetto, « Disce et labora » dovremmo dire noi. 4. Conclusione anche in un mondo regionalizzato, il fu- turo vede i ruoli delle regioni planetarie le- gate alla dinamica della popolazione: l’Eu- ropa è in declino anche per questo, mentre la popolazione cresce nei paesi emergenti, ancor più nei pvs ma anche negli Stati Uniti. Il controllo degli impatti negativi sociali, economici e ambientali diventa sempre più difficile da parte dell’occidente. Siamo divenuti consapevoli che ogni per- sona vale in se stessa e per se stessa, e non solo per la funzione che può svolgere. ogni persona è un fine che ha valore assoluto e non solo un mezzo che vale per l’utilità che può offrire; ogni persona è irripetibilmente unica, unità di corpo e spirito che non può essere sostituita. mentre si dà una gradazio- ne nell’operare non si dà gradazione nel- l’essere. «non vi è libertà ogni qualvolta le leggi permettono che in alcuni eventi l’uo- mo cessi di essere persona e diventi cosa» affermava Cesare Beccaria, un giurista, filo- sofo ed economista dell’Illuminismo italia- no. per questo, il passaggio rilevante è 33 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2015 quello da una prospettiva «metodologica» ad una «metafisica» nella visione di Bene- detto XVI. Come nel caso del figliol prodigo, la ri- scoperta di una direzione promettente dell’umanesimo richiede, oltre alla rifles- sione, anche la disponibilità a tornare sui propri passi. a questo riguardo, è interes- sante osservare che sia le Ricerche filosofi- che che la Teoria generale sono il punto di arrivo del cammino a ritroso compiuto ri- spettivamente da ludwig Wittgenstein e da John maynard Keynes tra le due guerre. quello compiuto da Keynes va dall’ortodos- sia economica alla «rivoluzione keynesiana» - in altre parole, dall’inefficacia alla rivalu- tazione della politica economica. quello compiuto da Wittgenstein, nel cammino dal Tractatus alle Ricerche filosofiche – va dalla negazione della filosofia e della metafisica alla loro rivalutazione. nelle opere che te- stimoniano la loro revisione teorica rispetto ai contenuti delle loro sintesi primitive, che ritroviamo nei loro primi scritti, al culmine del ciclo intellettuale precedente la loro ri- voluzione teorica, essi sviluppano, nella di- versità dei loro contesti disciplinari, un’analisi organica basata su una logica non dimostrativa. É interessante cercare anche nel libro di giobbe una traccia di questo modello di psicologia generale per configu- rare una palingenesi. Se si propende per la sua assenza, si corrobora una tesi pessimi- sta che vede l’ homo oeconomicus allonta- narsi sempre di più nel tempo dall’ homo sapiens, a cominciare dall’occidente. al contrario, ove se ne ravvisi la presenza, è possibile concludere che giobbe e lo Uni- versal Bogey appartengono entrambi, da sempre, alla storia dell’uomo sia in occi- dente che in oriente. deve trovare spazio la consapevolezza che, al di là delle differenze fisiche, cultu- rali, religiose, tutti gli uomini sono eguali, perché appartengono tutti al medesimo de- stino e che la loro storia non è una lunga marcia verso il nulla, ma un cammino che, nonostante tutto, ha un senso compiuto e un significato. È una strada lunga, ma vale la pena di percorrerla anche perché non se ne vede l’alternativa per il conseguimento di una giustizia e una pace mondiale.

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