Settembre-Ottobre-2015

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2015 32 Essa è legata al riduzionismo derivante dal- la rescissione del legame tra economia e scienze morali che ha visto crescere, negli ultimi due secoli, una disciplina scientifica non per l’uomo ma per l’ homo oeconomi- cus , il cui comportamento è basato, come si è detto, sull'assunto di razionalità e di mas- simizzazione del profitto e dell’utilità indi- viduale. le conseguenze drammatiche di questa perdita di visione dell’umanesimo integrale, anche da parte dei saperi, in no- me dei benefici di una specializzazione di- sciplinare artefatta, ad hoc , e quindi stru- mentale, ma non vera, che privilegia una morale consequenziale egoistica, sono sotto gli occhi di tutti, non solo nei paesi poveri, ma anche in quelli ricchi toccati dalla crisi economica mondiale. a questa insipienza epistemologica l’enciclica addebita la po- vertà di senso e le contraddizioni delle so- cietà occidentali individualiste e sazie, che stentano a riconoscere l’importanza fonda- mentale di alcuni beni in sé, quali la rela- zione, la reciprocità, il volontariato, inteso come vocazione personale alla gratuità, e in definitiva della giustizia e della pace. tuttavia, per definire in modo universale una buona natura umana si ha bisogno di un punto archimedeo, di una verità umana- mente inattingibile, che gli uomini possono trovare solo in un atto di fede, in una rive- lazione cui orientare il loro libero arbitrio. l’unica «famiglia umana» si disperde in una molteplicità confusa ed entropica di sogget- ti irrelati. nell’assolutismo della tecnica è lecito fare tutto ciò che si può fare, sepa- rando il progresso dalla sua valutazione mo- rale e, quindi, dalla sua responsabilità che viene rimossa dal relativismo. Chi ha perso la propria identità in una ricerca tecnomor- fica, al punto di non riconoscersi, perde inevitabilmente anche la capacità di perce- pire l’identità dell’altro. E la difficoltà a ri- conoscere il volto dell’altro causa il dissol- vimento del nostro stesso volto perché solo nella relazione e nel riconoscimento reci- proco prendono forma i volti. 3.2 - La scuola per un nuovo modello di società lo iato tra le parole e i comportamenti ha allontanato, in modo molto evidente, la gente dalla politica e dalle istituzioni. an- che se questo distacco non è una conse- guenza della crisi finanziaria ed economica che tuttora viviamo, la sua dimensione, la sua durata e la durezza delle sue conse- guenze lo sottolineano in modo particolare, come ci ha mostrato la drammatica espe- rienza greca. Si pone quindi il problema di individuare un percorso virtuoso che possa ricomporre la frattura tra parole e fatti. di qui l’importanza del metodo in ambito sco- lastico-educativo. Un modello che gli insegnanti conoscono molto bene è quello di John dewey che fis- sava i caratteri fondamentali del suo pen- siero educativo in «School and Society», del 1899. Esso è un riferimento fondamentale per porre i termini di un dialogo della scuo- la per un nuovo modello di società. già in quegli anni, dewey segnalava come la scuo- la non potesse restare estranea alla profon- da trasformazione della società anzi doves- se legarsi intimamente al progresso sociale, mutando radicalmente il proprio volto. Il cambiamento della scuola va in parallelo con il cambiamento della società. Rilevare i bisogni dei giovani, intercettare cosa c’è in essi di significativo e di umano traccia la strada da seguire, per dare una spinta moti- vazionale e individuare orizzonti di senso. I problemi della paideia sono rappresentati dalle difficoltà di ricomporre le ragioni e dare motivazioni ai giovani conciliandole con l’esigenza di un sapere capace di dare senso alla vita, un sapere orientato alla ve- rità e quindi libero da strumentalizzazioni. Si richiede anche una seria formazione dei docenti affinché nella loro attività di pensa- re e di trasmettere il proprio pensiero pos- sano riannodare i contatti con le realtà esterne alla scuola. l’ educazione è quindi uno dei punti no- dali della questione antropologica odierna. Una mentalità positivistica che ripudia la metafisica non si riferisce alla persona nel- la sua interezza, né tanto meno consente di dialogare e di aprirsi ad un mondo cultu- rale più vasto. da ogni parte si parla di emergenza educativa ma, in assenza di fon- damenti, non è possibile introdurre nella scuola il senso etico-morale solo attraverso

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