Settembre-Ottobre-2015
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2015 30 nei paesi poveri, indipendentemente dalla distribuzione dei talenti naturali che si ipo- tizza uniforme. Infine, la globalizzazione non risparmia nemmeno tutti i paesi avan- zati, infatti, la forza dei mercati finanziari internazionali può condizionare le politiche interne dei paesi indebitati fino a una loro completa eterodirezione. questa può co- stringerli, ad esempio, ad abbandonare po- litiche di welfare e ad adottare politiche di dumping sociale. dal canto loro le istituzioni politiche ed economiche internazionali (onU, fao, fmI, Bm) non sono state all’altezza degli obietti- vi scritti nei loro statuti e ora la Cina ne sta creando i sostituti. per questi motivi « the world is not becoming flat », come argo- menta thomas friedman, in modo non con- vincente. Il « digital divide », le ragioni di scambio, le crisi stanno dando luogo ad aspre catene montuose piuttosto che a pia- nure planetarie. Ciò rende difficile attenua- re, se non superare, la polarizzazione inter- na ed esterna della distribuzione del reddi- to e della ricchezza accentuata dalla globa- lizzazione. questa consapevolezza ha spinto il mondo a regionalizzarsi, ovvero a rag- grupparsi in aree commerciali e valutarie che consentano di difendere le popolazioni dagli esiti perversi di questa globalizzazione che penalizza soprattutto i giovani dei paesi poveri. In questo processo, che si è diffuso in tutto il mondo (nafta, mercosur, apec, asean, mena Countries nel golfo persico, Ecowas nel West africa), l’Unione Europea è stata il modello da seguire. la globalizzazione ha avvicinato uomini e donne, rendendo intollerabili le differen- ze e le disparità. la crisi finanziaria è stata causata dalla frode internazionale perpetra- ta attraverso le cartolarizzazioni. Ciò ha fatto venir meno la fiducia che è alla base degli scambi. Essa ha mostrato che anche i sistemi economici dei paesi ricchi sono vul- nerabili al degrado morale, alla speculazio- ne, agli sprechi. Il dialogo tra i quattro mondi, cui si è fat- to riferimento, presuppone l’incontro di sog- gettività diverse e rispettate in presenza di una parità di strumenti e di opportunità tra i popoli, altrimenti esso maschera un confron- to e uno scontro in cui continua ad imporsi il più forte dando luogo a un colonialismo che rimane, anche se sotto falso nome. le situa- zioni di sottosviluppo non sono frutto del ca- so o di una necessità storica, ma dipendono dalla responsabilità umana. 3. I progetti per affrontare le incertezze e paure dei giovani: un nuovo umanesimo e il ruolo della scuola È diffusa la percezione che in occidente, e soprattutto in Europa, la gioventù sia esposta a una crisi del senso che, a sua vol- ta, deriva da una crisi dell’identità minac- ciata dal relativismo dei valori. Esso ne frantuma la struttura, fino a quello fonda- mentale della vita. Si assiste al logoramento dell’etica deontologica che implica divieti e prezzi infiniti, incompatibili con mercati completi, a favore di un’etica consequen- zialista dove le categorie del buono e del giuste vengono sostituite da quella del con- veniente. In Europa si distinguono ancora due identità culturali, una mediterranea e l’altra nord-europea, che ispirano diversi modelli di vita e di sviluppo perché si riferi- scono a diversi concetti di razionalità. que- sti due modelli si distinguono, anche se in modo sempre più tenue, anche negli ap- procci tra olismo e individualismo metodo- logico, negli obiettivi economici tra svilup- po e crescita, tra benessere e reddito. I giovani, soprattutto quelli privi di un credo religioso, sono disorientati dal relati- vismo che inibisce l’ideologia, riduce l’uo- mo a una dimensione, priva le ambizioni di sogno, la vita di senso e può condurre al ni- chilismo. la diffusione e la crescita nel consumo di alcool e droga tra i giovani è un sintomo importante di fuga dalla realtà e dalla vita. la stessa cultura, intesa come l'insieme delle credenze, tradizioni, norme sociali, conoscenze pratiche, prodotti, pro- pri di un popolo in un determinato periodo storico, non si esime da questo riduzioni- smo orientato a farla garante di un mero benessere materiale, peraltro incerto. nel- la società postmoderna, il processo di cre- scita delle giovani generazioni è a rischio, perché la frammentazione del vissuto degli adulti non lascia intravedere un orizzonte di approdo.
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