Settembre-Ottobre-2015
scuola, tagliato su misura sua. andreste a cercarlo a casa sua se non torna. non vi da- reste pace, perché la scuola che perde gianni non è degna d’essere chiamata scuo- la» (Scuola di Barbiana 1967, 82). l’approc- cio delle capacitazioni, quindi, offre una via per valutare un reale vantaggio educativo, e anche per identificare lo svantaggio, l’emarginazione e l’esclusione. anche i concetti di libertà e agentività richiedono una ulteriore delucidazione, in quanto sono fondamentali per l’approccio delle capacitazioni (4). le persone intendo- no partecipare attivamente allo sviluppo, piuttosto che sentirsi relegati al ruolo di spettatori passivi. Con agentività Sen inten- de che ogni persona è un essere umano re- sponsabile e dignitoso che plasma la sua vita alla luce degli obiettivi personali, piuttosto che limitarsi semplicemente a essere sago- mato dalle istituzioni – più di tutte la scuola – e ricevere istruzioni su come pensare. l’agentività non conduce necessariamente a una vita più felice o più comoda, ma più consapevole e motivata. potenzialmente, ci permette di immaginare e di agire verso nuovi modi di essere. per Sen (2000), essere coinvolti attivamente nel plasmare la pro- pria vita e avere la possibilità di riflettere su questo è fondamentale per un cambiamento sociale positivo. Egli sostiene che l’agentivi- tà non si limita a essere intrinsecamente im- portante per la libertà individuale, ma di- venta anche uno strumento per l’azione col- lettiva e la partecipazione democratica, il benessere umano, pertanto è una dimensio- ne formativa importante. nel riorientare la nostra attenzione a considerare i modi at- traverso i quali l’educazione contribuisce al- l’espansione della libertà umana, il pensiero va a paulo freire: «l’educazione come prati- ca di libertà, in contrasto con l’educazione come pratica di dominio, nega che l’uomo sia astratto, isolato, indipendente, e non collegato al mondo, ma nega anche che il mondo esista come una realtà separata dalle persone. la riflessione autentica non consi- dera astratti né l’uomo né il mondo, ma le persone, nelle loro relazioni con il mondo» (freire 1973, 62). attraverso pratiche educative che ab- braccino l’agentività si apre la possibilità di interrompere la tendenza diffusa che colle- ga le origini degli studenti ai loro risultati di apprendimento, Come è possibile, infatti, che gli studenti riconosciuti socialmente svantaggiati, siano didatticamente trattati come aventi uguali diritti in ordine a risorse e opportunità, e non sostenuti con attenzio- ni maggiori? nussbaum (2001) sottolinea la difficoltà di combattere il fenomeno delle «preferenze adattate»: disuguali circostan- ze socio-politiche (riconoscimento) ed eco- nomiche (retribuzione) si traducono in op- portunità ineguali e capacitazioni ineguali tra cui scegliere. queste circostanze ester- ne (materiali e culturali) «influenzano la vi- ta interiore delle persone: ciò che attendo- no, ciò che amano, che temono, così come quello che sono in grado di fare» (nussbaum 2000, 31). le nostre scelte sono così profon- damente influenzate dalla struttura delle opportunità a nostra disposizione che un gruppo svantaggiato negozia «preferenze adattate», accettando che il suo status al- l’interno della gerarchia, sia meno adegua- to di quello di altri, anche quando è consa- pevole che tale negoziazione rappresenti una vera negazione di opportunità. tali pre- ferenze adattate limitano le aspirazioni in- dividuali e le speranze per il futuro: abbia- mo regolato le nostre speranze alle nostre probabilità, anche se queste ultime non so- no nel nostro interesse. a sua volta, la no- stra agentività e il benessere sono diminui- ti, piuttosto che aumentare: «l’operaio sen- za terra, vulnerabile, dalla vita precaria- mente orientata a una sopravvivenza di sus- 19 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2015 (4) Il concetto di « agency » (o agentività), è fondamentale nello schema del capability approach in quanto evi- denzia un processo finalizzato a produrre mutamento in base a valori ed obiettivi . la capacità di voice , ad esempio, ovvero la capacità che ognuno ha di esprimere la propria opinione e il proprio pensiero e di farsi ascoltare nell’ambito di una discussione pubblica è quindi una delle dimensioni di capacitazione formativa rile- vanti a livello sociale: si tratta di un presupposto e un risultato al tempo stesso. Un approccio «agentivo» alla formazione, infatti, consente di sottolineare lo stretto legame che intercorre tra voice , dibattito pubblico e va- lori: «l’esercizio della libertà è mediato dai valori ma i valori sono soggetti, a loro volta, all’influenza della di- scussione pubblica e dell’interazione sociale, e su queste agiscono le libertà partecipative» (Sen 1999: p. 15).
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