Settembre-Ottobre-2015
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2015 14 la SoCIEtà E la SCUola Lucrezia Stellacci, Consulente del Sottosegretario MIUR D’Onghia d opo un’estate trascorsa a dibattere del piano straordinario di assunzioni disposto dai commi 95 e ss. della leg- ge n. 107/2015, come se la virtù e il vizio di questa riforma si misuri unicamente sul nu- mero degli insegnanti precari che sono stati assunti, e sugli spostamenti che hanno do- vuto accettare per raggiungere le sedi di la- voro, finalmente ci viene offerta l’occasio- ne per aprire una «discussione competente» sui numerosi profili di novità che la legge presenta. Infatti questa legge, anche se improvvi- samente composta di un solo articolo, conta 212 commi, stesi su una cinquantina di pagi- ne, poco più o poco meno, e si picca di ave- re un soprannome, conosciuto più del suo titolo vero, legge sulla «la Buona Scuola» che non può assolutamente esaurirsi in un reclutamento straordinario di insegnanti, senza minimamente preoccuparsi degli stu- denti che sono i diretti destinatari del servi- zio pubblico di istruzione. dunque questa riforma è ben altro che il piano straordinario di assunzioni che si sta attuando. anzi le parole più giuste ed anche quelle più usate per rappresentarne la filosofia di fondo sono state: autonomia, valutazione e responsabilità di tutti gli attori scolasti- ci, responsabili della realizzazione di un progetto di istituto elaborato insieme e condiviso, accompagnati in questa nobile funzione da una corresponsabilità della più ampia comunità sociale, marcando così una continuità con i lontani decreti delegati del 1974 che parlavano già di scuola come «co- munità educante che interagisce con la più ampia comunità sociale» tenuta a contri- buire alla sua qualificazione con idee, pro- poste e risorse. la legge, infatti, al comma 2 dispone esplicitamente la partecipazione degli oo.CC . alle decisioni della scuola e alla or- ganizzazione del servizio scolastico. E nel comma 14, conferma: «ai fini della predisposizione del piano triennale dell’o.f., il dirigente promuove i necessari rapporti con gli Enti locali e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed eco- nomiche operanti nel territorio, tiene altre- sì conto delle proposte e dei pareri formula- te dagli organismi e dalle associazioni dei genitori e, per le scuole secondarie di se- condo grado, degli studenti». di questa azione di coinvolgimento, sarà chiamato personalmente a risponderne in sede di va- lutazione (vedi in seguito). Ecco,dunque, la novità, assolutamente rilevante, rispetto al dettato dell’art. 3 del d.p.R n. 275/99 regolamento dell’autono- mia, per l’appunto sostituito dal comma 14 della nuova legge, che collega la fase della programmazione a quella della rendiconta- zione, dando senso logico al ciclo di gestio- ne di un progetto di istituto, che supporta altresì con una puntuale previsione di re- sponsabilizzazione del dS. dunque la società entra nella scuola fin dalla fase programmatoria, è partecipe alla costruzione del ptof, ne diventa correspon- sabile, assumendo al contempo il diritto-do- vere di controllarne gli esiti e di compren- dere l’evoluzione del cammino di migliora- mento programmato da tutte le componenti della comunità scolastica. Affiancando all’autonomia scolastica, che è autonomia funzionale al migliore rag- giungimento degli obiettivi di sistema fissati a livello nazionale, la responsabilità di tut- ti gli attori primari e comprimari e la valu- tazione dei risultati, si esplicita e si forma- lizza quanto era già nella ratio delle norme previgenti, pur non avendo trovato ancora attuazione; autonomia, responsabilità e valutazione
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