Settembre-Ottobre-2015
11 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2015 297/94, art. 1); il regolamento dell’autono- mia parla di «sviluppo della persona uma- na» (dpr 275/99, art. 1); la riforma moratti fissa il fine del sistema educativo nella «crescita e la valorizzazione del persona umana» (legge 53/03, art. 1). Insomma, la finalità della scuola è essenzialmente quella di mettersi al servizio della persona del- l’alunno per favorirne la crescita in ogni sua dimensione: una finalità essenzialmente educativa. di tutto questo, purtroppo, non si trova traccia nel primo comma della legge 107/15, che invece enumera una serie di obiettivi ai quali viene subordinata l’attua- zione dell’autonomia: «affermare il ruolo centrale della scuola nella società della conoscenza», dichiaran- do perciò subito che al centro dell’interesse c’è la scuola e non l’alunno; «innalzare i livelli di istruzione e le com- petenze delle studentesse e degli studenti», recuperando almeno in parte quell’atten- zione pedagogica che sembra sfuggire alla legge; «contrastare le diseguaglianze socio-cul- turali e territoriali»; «prevenire e recuperare l’abbandono e la dispersione scolastica», non in nome del- la crescita della persona ma «in coerenza con il profilo educativo, culturale e profes- sionale dei diversi gradi di istruzione»; «realizzare una scuola aperta», che a sua volta si qualifica come «laboratorio perma- nente di ricerca, sperimentazione e innova- zione didattica, di partecipazione e di edu- cazione alla cittadinanza attiva»; «garantire il diritto allo studio» e «le pa- ri opportunità di successo formativo e di istruzione permanente dei cittadini». Come si vede, non compare mai la perso- na ma solo il cittadino, che ne è una parzia- le manifestazione funzionale e subordinata al sistema socio-politico. l’attenzione non è per l’alunno ma per la scuola, secondo una visione essenzialmente burocratica che ri- specchia alcuni pericolosi slittamenti se- mantici di recenti disposizioni legislative (per esempio i regolamenti del secondo ci- clo, in cui il profilo degli studenti si è tra- sformato nel profilo degli indirizzi di stu- dio). nell’insieme, dunque, manca un respi- ro pedagogico e trova conferma la chiave di lettura avanzata nell’interpretare la tra- sformazione del sistema da educativo in na- zionale. Il comma 2 ribadisce tale impostazione elencando le ulteriori responsabilità delle istituzioni scolastiche, tutte di carattere or- ganizzativo e funzionale: organi collegiali partecipativi, flessibilità, diversificazione, efficienza ed efficacia del servizio scolasti- co, integrazione e ottimizzazione delle ri- sorse e delle strutture, innovazione tecno- logica, coordinamento territoriale, poten- ziamento dei saperi e delle competenze, apertura al territorio. gli ultimi obiettivi sono legati alla programmazione triennale dell’offerta formativa, che viene qui antici- pata rispetto alla più specifica trattazione nei commi successivi. Un carattere ancora organizzativo ma in parte anche metodologico-didattico hanno gli altri obiettivi presenti – un po’ alla rinfu- sa – nel comma 3, dove si parla di realizza- zione del curricolo di scuola, valorizzazione delle potenzialità e degli stili di apprendi- mento, valorizzazione della comunità pro- fessionale, adozione del metodo cooperati- vo, rispetto della libertà di insegnamento, collaborazione, progettualità, interazione con famiglie e territorio. a tutto questo do- vrebbe provvedere la flessibilità consentita dall’autonomia, di cui solo alcune forme vengono citate – non si capisce bene perché – a titolo esemplificativo. Stupiscono alcune affermazioni, come l’inutile richiamo alla libertà di insegna- mento (che, in quanto costituzionalmente garantita, non può mai essere elusa), conti- guo all’invito ad adottare una metodologia particolare (quella cooperativa), che pro- prio in nome della libertà di insegnamento dovrebbe essere frutto della libera scelta degli insegnanti. Così pure, la valorizzazio- ne delle potenzialità degli alunni accanto a quella della comunità professionale tende a confondere i due lati della cattedra, a me- no che non si voglia leggere questo abbina- mento come un’attenzione ai soggetti che a diverso titolo costituiscono la comunità sco- lastica e che, in quanto persone, crescono insieme e hanno diritto ad una diversa ma complementare attenzione (ma questo tipo
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