Settembre-Ottobre-2015
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2015 8 la lEggE 107/15 la BUona SCUola E l’IRC pRIma paRtE Sergio Cicatelli, D.S. direttore Centro Studi Scuola Cattolica C on la pubblicazione nella gazzetta Uf- ficiale del 15 luglio 2015, il progetto governativo su La Buona Scuola è di- ventato legge. Si tratta di una raccolta di misure che vengono a modificare il funzio- namento della scuola italiana e che hanno assunto notevole spazio nel dibattito politi- co recente, sia per l’oggettiva rilevanza dell’argomento, sia per l’esposizione me- diatica che il governo (principalmente nella persona del suo presidente) ha avuto sul- l’argomento. È dunque utile procedere a una lettura del testo, che non potrà entrare nei dettagli e trascurerà certamente nume- rosi aspetti applicativi o di minore interesse per una platea di docenti, ma che cercherà di evidenziare le principali innovazioni e le ricadute che la legge potrebbe avere sul- l’Irc. Su questo ultimo aspetto è facile os- servare che la legge semplicemente non se ne occupa, ma diverse disposizioni avranno almeno indirettamente degli effetti sull’Irc e soprattutto sugli Idr. In premessa va senz’altro giudicato posi- tivamente l’investimento di risorse sulla scuola. dopo anni di tagli dettati dall’idea che la scuola fosse principalmente una spesa improduttiva, si è tornati ad investire sulla scuola, anche se la progettualità sembra con- centrarsi più sull’intervento sociale (elimina- zione o riduzione del precariato) che sul piano culturale. l’intero progetto ruota in- torno all’assunzione di oltre centomila pre- cari, secondo una logica che ha in un certo senso invertito il rapporto tra causa ed ef- fetto: di norma ad un progetto educativo e culturale dovrebbe seguire la ricerca delle ri- sorse necessarie per realizzarlo; in questo caso si è partiti dalle risorse a vario titolo di- sponibili (i precari) per costruirvi intorno un progetto di scuola, che cerca di rispondere anche a emergenze di vario genere: raccordo migliore tra scuola e lavoro, diffusione di una cultura (e di una strumentazione) digitale, trasparenza ed efficienza organizzativa, si- curezza ed edilizia scolastica. 1. L’iter: da La Buona Scuola alla legge 107/15 fin dall’esordio, il presidente del Consi- glio Renzi aveva posto la scuola al centro della sua azione di governo. Come aveva di- chiarato nel discorso di presentazione al Se- nato per la fiducia (24-2-2014), «noi pensia- mo che non ci sia politica alcuna che non parta dalla centralità della scuola». Il punto di partenza sarebbe stata l’edilizia scolasti- ca (che in realtà produce effetti più sui la- vori pubblici), ma nei mesi successivi sareb- be progressivamente maturato un program- ma di interventi più ampi sulla scuola in cui il presidente del Consiglio, più che il mini- stro dell’istruzione, sceglieva di esporsi personalmente. a sua volta il ministro giannini, nel pre- sentare in Senato le sue linee programmati- che (27-3-2014) rivendicava al governo il fatto di essere «il primo, a partire dall’im- mediato dopoguerra, ad aver posto l’istru- zione al centro dell’agenda politica». ad anticipare gli sviluppi successivi il ministro dichiarava che «la questione più importante nel mondo della scuola […] è indubbiamente rappresentata dalla patologia tutta italiana del precariato» (veniva però anche aggiunto che il precariato era da riassorbire «in un’ottica di medio e lungo periodo»). durante l’estate si creava una grande at- tesa per l’azione sulla scuola. Elaborato da
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