Settembre-Ottobre-2014

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2014 28 l’uguaglianza alla base della costruzione so- ciale, ma era un’uguaglianza ancora formal- mente intesa, e soprattutto definita all’in- terno di coordinate proprie della società europea. oggi parlare di uguaglianza signi- fica in primo luogo tenere presente una prospettiva mondiale, dove convivono cul- ture e soggetti diversi. l’uguaglianza delle culture (ovvero la loro pari dignità) diventa il presupposto necessario all’affermazione dell’uguaglianza degli individui. non vi so- no, infatti, sul piano teorico giustificazioni valide per quelle ideologiche che sostengo- no la diversità come origine e fondamento della gerarchia (tra popoli, gruppi, indivi- dui); piuttosto gli studi sociali offrono stru- menti per capire le ragioni di ritardi, arre- tratezze, ritmi diversificati di sviluppo che pongono, di fatto, collettività e singoli in si- tuazioni eterogenee. Capire a fondo le ra- gioni della diversità significa rispettarla nel- la sua specificità, fuori dalle intenzioni omologanti. Pluralità, quindi, diversità delle culture, ma anche pari dignità e uguaglianza. Perve- niamo così all’importante concetto di relati- vità sociale e storica, con il quale possiamo cogliere e spiegare la variabilità dei modi di vita e delle risposte storicamente date da un determinato gruppo umano nel processo di adattamento, formazione e costruzione so- ciale. Questa posizione comporta il riconosci- mento del carattere relativo di ogni punto di vista da cui ci si dispone per osservare: una buona abitudine alla dimensione sociale com- porta la capacità di «mettersi nei panni al- tri», capire le situazioni non soltanto dal pro- prio particolare interesse, ma in una pro- spettiva larga, che fa dell’altro un soggetto a pieno titolo, che ha e mantiene volontà, bisogni, caratteri propri. nella prospettiva degli studi sociali il metodo di indagine è necessariamente un metodo comparativo, il quale mette a confronto fenomeni appartenenti a contesti economico–sociali diversi per cogliere somiglianza e differenze, non- ché le aree di diffusione di tali feno- meni. la messa a confronto di società e culture diverse mette in evidenza gli episodi di reciproco contatto e condizionamento, cioè di acculturazione. Questo termine, che negli ultimi decenni ha acquisito un preciso significato nell’ambito delle discipline socio- antropologiche, indica i fenomeni di trasfor- mazione e di adattamento da parte di socie- tà che entrano in contatto con altre culture. Il concetto di acculturazione può guidare nell’analisi di aspetti rilevanti della vita as- sociata contemporanea: i processi di occi- dentalizzazione vissuti dalle società arretra- te; l’inserimento degli immigrati dal terzo mondo nei paesi ad alta industrializzazione; il diffondersi modelli di comportamento omogenei a livello mondiale. Il progresso si distingue dai fenomeni di semplice trasformazione in quanto è un fe- nomeno di avanzamento continuo e gradua- le, in cui il patrimonio di scienze, tecniche, acquisizioni realizzate dal lavoro umano nel tempo, crescendo, concorre al migliora- mento complessivo delle società. tale cam- mino evolutivo deve comunque essere ana- lizzato tenendo conto delle diversità e delle scansioni che attraversano l’esperienza de- gli uomini, perché all’illusione delle «ma- gnifiche sorti progressive» di un mondo pri- vilegiato si sostituisca la prospettiva una crescita comune che favorisca la dimensio- ne del pluralismo e dell’alterità. Errata Corrige nel n. 5-6/2014 nell’articolo della prof. silvia dentella Prodi, a pag 34 nel paragrafo «alcuni esempi», dove è scritto «a = 2 x 32 x 5 x 11» leggasi «a = 2 x 3 2 x 5 x 11». Ci scusiamo con l’autrice e con i let- tori per il refuso. La redazione

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