Settembre-Ottobre-2014

25 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2014 spazio definito, bensì la considera un’orga- nizzazione nella quale ciascuno è impegna- to a investire le proprie risorse in una rete di relazioni con gli altri. non possiamo dun- que continuare a vedere la comunità scola- stica come luogo nel quale si tenda a sepa- rare la comunità degli adulti dalla comunità degli alunni, facendo assurgere a dominan- za il rapporto diretto docente-alunno. Il do- cente è chiamato invece a svolgere il ruolo di mediatore cognitivo e culturale, di solle- citatore dell’impegno sia nei confronti dei singoli sia del gruppo dove, però, il rappor- to tra il singolo insegnante e gli alunni viene mediato dal gruppo stesso. l’attività di insegnamento-apprendimen- to trova così, nel laboratorio, una metodo- logia didattica trasversale che rende possi- bile l’insegnamento per- sonalizzato, ossia la ri- sposta adeguata ed effi- cace ai bisogni di ciascu- no. se ci poniamo nel- l’ottica dell’apprendi- mento, sappiamo (perché la migliore tradizione pe- dagogica ce lo spiega), che non si può parlare di apprendimento reale senza tener conto del mondo interno, della di- mensione affettiva, emo- tiva e relazionale della persona. ora se la fun- zione del docente mira alla formazione di com- petenze, essa non ha a che fare solo con le abilità disciplinari, con la quantità dei con- tenuti da apprendere, ma si sviluppa all’in- terno di una relazione in cui è necessario cogliere, ma anche pensare, le emozioni, i sentimenti, i vissuti che determinano le modalità di apprendimento dell’alunno. È evidente che al docente è richiesta una professionalità che contempla non solo la sua preparazione disciplinare e tecnica ma anche la competenza di cogliere e gestire le dinamiche relazionali che vengono atti- vate dall’apprendimento. Come può il docente gestire e governare le dinamiche relazionali degli alunni sempre più legate al cambiamento, alle sfide cultu- rali, tecnologiche, scientifiche, economiche se parallelamente essi manifestano un venir meno dell’interesse, una maggiore passività nei confronti della scuola, un costante ab- bandono della realtà scolastica? È necessa- rio che quello che si studia non solo appaia, ma soprattutto risulti significativo per chi apprende. Il docente è innanzitutto il regista del processo di insegnamento-apprendimento. È coinvolto in prima persona nella pratica laboratoriale come esperto conoscitore della epistemologia della disciplina, capa- ce di analizzarne semantica e sintassi e di scoprirne le valenze formative: riconosce le caratteristiche intellettive, ma anche affettive e di interazione fra gli allievi in modo da offrire a ciascuno opportunità di apprendimento secondo le proprie peculia- rità. l’alunno che si pone di fronte a un’esperienza pregnante, ricca di attese, coinvolgente come quella della scuola, ol- tre a speranze e aspettative ha contempo- raneamente timori, paure più o meno con- sapevoli, tra i quali possiamo considerare il timore di non essere all’altezza delle ri- chieste, di sentirsi inadeguato, di sentirsi trascurato come persona o di non riuscire a dare significato all’esperienza di appren- dimento. altri timori possono riguardare la fatica non tanto fisica quanto emotiva, le relazioni con i compagni, il rapporto con i docenti, con la loro autorevolezza o addi- rittura autorità, la paura di essere valutati Il Vescovo della diocesi di mazara del Vallo s.E. domenico mogavero

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