Settembre-Ottobre-2014

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2014 20 mento dell’«essere sé» di ciascuno. È que- sta percezione che non solo fa essere quella persona proprio «quella», ma è anche quan- to ci aspettiamo dagli altri: di essere rico- nosciuti come «noi stessi», ciascuno di noi nella sua singola persona, dotato di una sua ben identificabile identità. sul piano delle relazioni intersoggettive e sociali essa viene associata al nome con cui ciascuno è conosciuto. Uno dei modi più immediati di spersonalizzare un essere umano consiste nel togliergli il nome: nei lager nazisti la sostituzione del nome con un numero marchiato sul braccio rappresen- tava il primo passo della cancellazione dell’identità personale che procedeva insie- me con la cancellazione dell’identificazione come essere umano. si tratta, in altri termini, di pensare la formazione personale come a un processo che si ispira al principio della unicità e della diversità della persona: persona in quanto unica e dotata di sue proprie caratteristiche e diversa in quanto ciascuna espressione di una propria identità più da valorizzare che da omologare. Come si può ben comprende- re vista in questa prospettiva la personaliz- zazione va oltre l’organizzazione dell’ap- prendimento e si configura come una stra- tegica educativa globale. 4. Personalizzazione debole e personalizzazione forte naturalmente questa acquisizione non costituisce una scoperta del nostro tempo. la personalizzazione così intesa costituisce la conferma (non sempre riconosciuta come si dovrebbe) di una lunga e impegnativa sto- ria segnata da tutte quelle pedagogie che, a partire dalla maieutica socratica, hanno af- fidato il processo educativo alla intensità della relazione interpersonale (padre/figlio, maestro/discepolo) e alla qualità educativa dei contesti entro cui si svolge il processo educativo (famiglia, scuola, bottega) e in questo modo sono state «personalizzanti» ante litteram . si tratta, in altre parole, di una concezione umanizzante dell’educazio- ne affidata più alle esperienze ricche di si- gnificato che al rispetto di predeterminate prassi procedurali. secondo Charles leadbeater, uno stu- dioso inglese impegnato soprattutto sul fronte della creatività e delle prassi attra- verso le quali essa può venire valorizzata, se ci si fermasse a quella che egli defini- sce la personalizzazione «su misura di massa» (si potrebbe definirla una «perso- nalizzazione debole»), si resterebbe né più né meno al livello delle già collaudate prassi individualizzanti, ovvero a una sem- plice, per quanto efficace, pratica didatti- ca di natura efficientistica. la personaliz- zazione nel suo significato autentico (quella che lo studioso inglese definisce la «personalizzazione forte») andrebbe piut- tosto identificata in un’esperienza «non deve soddisfare le esigenze di un test pre- stabilito da qualcun altro», ma si configu- ra come un «apprendimento motivato, ac- quisito ed espresso nella prospettiva della conquista personale». Vista dell’ottica pedagogica l’idea di «conquista» è ricca di valenze educative co- me la mobilitazione delle risorse intellet- tuali, lo sforzo della volontà, la capacità critica di cogliere il senso delle cose. dal punto di vista di leadbeater, precisamente le condizioni perché la creatività umana si possa manifestare in tutta la sua forza; più in generale una personalizzazione che guar- da non solo all’efficacia «tecnica» dell’ap- prendimento, ma sostanziale. suggestioni in prospettiva personalizzan- te giungono da altri studiosi, non riconduci- bili (del resto come leadbeater) all’orizzon- te personalista, come alain touraine e Ed- gar morin. touraine, per esempio, ha suggerito di invertire i termini della scuola per passare dalla «scuola per la società» (centrata sui valori correnti e sulle tecniche da padro- neggiare per essere competitivi sul merca- to) ad una «scuola per il soggetto», da una «istruzione dell’offerta» a «un’istruzione della domanda». Un tal tipo di scuola non dovrebbe limitarsi «a imporre agli allievi norme e a delegare agli insegnanti poteri il cui limite è stabilito solo dal potere politi- co» ma dovrebbe piuttosto «riconoscere l’esistenza di domande individuali e collet- tive… In ogni momento della sua vita il ra- gazzo possiede una storia personale e col-

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