Settembre-Ottobre-2014
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2014 18 in un momento di grave crisi economica che si riverbera sui nostri stati d’animo ed è all’origine di tante preoccupazioni, l’esi- genza di senso etico e di consapevolezza di essere tutti sulla stessa nave costituisce un richiamo sulla cui importanza non è certa- mente necessario spendere molte parole, tanto risulta evidente. l’ingresso della personalizzazione nello scenario italiano risale agli anni di messa a punto del progetto riformatore del ministro moratti, nei cui documenti si fa ampio ricor- so a questa espressione. Il principio pedagogico della personaliz- zazione – forse per le letture principalmen- te politiche con cui essa è stata a suo tem- po indagata – non ha tuttavia incontrato molta fortuna e, anzi, è stata oggetto di numerose e severe, quanto talvolta generi- che, critiche ed è rapidamente scomparso dall’orizzonte ministeriale. la critica più ricorrente – dando per scontata la riserva mentale secondo cui non sarebbe possibile «personalizzare» nella realtà scolastica at- tuale, ciò che è, come si è accennato, del tutto sbagliato – è stata quella messa in campo da quanti hanno puntato il dito con- tro il rischio di mercificazione privatistica dell’istruzione. la personalizzazione è stata, cioè, in- terpretata come se la scuola potesse ri- schiare di diventare una specie di super- mercato delle conoscenze ove ciascuno si serve in ragione delle proprie esigenze, una specie di addestramento praticato da- gli dei del mercato per abituare i genitori e gli allievi a diventare perfetti clienti del- l’istituzione scolastica, orientandola se- condo le proprie necessità e anche me- diante i propri gusti. Viziata da questi pregiudizi il tema della personalizzazione ha incontrato un’atten- zione decisamente inferiore rispetto a quel- la, per citare un esempio, riservata alle competenze. Basta a questo riguarda anno- tare come la letteratura sulla personalizza- zione in lingua italiana sia alquanto mode- sta (almeno sul piano quantitativo) mentre, ad esempio, si sono moltiplicati in modo esponenziale gli interventi e gli approfondi- menti in materia di competenze. senza inoltrarmi nel complesso e qui im- proprio tema delle competenze e senza escludere qualche tratto di compatibilità, vorrei solo aggiungere che gli sfondi teorici e pedagogici nei quali attingono questi due approcci all’esperienza del sapere sono al- quanto diversi. Il primo – e cioè la persona- lizzazione – è attenta soprattutto ai proces- si mediante i quali la persona conquista la conoscenza e la coscienza di sé. Il secondo – la prospettiva della competenza – è invece molto più attenta alla utilizzazione del sa- pere. non basta il «sapere sapiente», occor- re il «sapere saputo». non è un caso che il discorso sulle com- petenze scolastiche si accompagni alla rea- lizzazione di complesse procedure valutati- ve volte a «quantificare» ciò che è stato – o dovrebbe essere – appreso. E non è neppure un caso che il tema della personalizzazione risulti tuttora assai marginale nel dibattito scolastico odierno e che quel poco è soprav- vissuto grazie alla riflessione attivata da in- segnanti esperti e appassionati sulla base più della sola loro esperienza che di analisi a più ampio raggio. 3. Alcune interpretazioni della personalizzazione nell’introdurmi ora nella terza parte del mio intervento vorrei considerare più da vi- cino e approfondire più di quanto non ho fatto finora la nozione di personalizzazione. Infatti se dalle considerazioni generali si passa a indagare i fondamenti della pedago- gia della personalizzazione si può facilmen- te constatare che anche questa nozione può essere interpretata in modi diversi, come abbiamo visto con le proposte di Keller e le riflessioni di garcia-Hoz. Una significativa parte della riflessione sulla personalizzazione è collegata alle pro- spettive aperte nel campo dell’apprendi- mento, con particolare riferimento alle nuove tecnologie e alla possibilità, già ora abbastanza realistica in termini di possibili- tà tecniche, di predisporre ambienti di ap- prendimento in modo così vario da soddisfa- re stili cognitivi diversi. si possono, con spese neppure eccessive, pianificare, ad esempio, sotfware in grado di seguire gli allievi nei processi di appren-
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