Settembre-Ottobre-2013
31 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXX - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2013 gazzi del terzo millennio hanno grande con- fidenza. Una delle tante applicazioni, non sfruttate appieno, dello smartphone si tra- sforma «magicamente» nel giro di vite che consente agli alunni di interagire con i do- centi e con i compagni di banco che parla- no lingue diverse; ma soprattutto rappre- senta il pass-partout che consentirà loro di imparare tantissimi nuovi termini della lin- gua italiana anche, e specialmente, al di fuori dalle mura scolastiche. Ma intanto siamo in classe e la lezione si fa forte di un nuovo e potentissimo slancio vitale: ogni termine italiano che gli alunni non com- prendono trova subito, grazie al traduttore multilingue dei loro smartphone , un corri- spettivo in arabo, in inglese, in francese e in romeno. In questo modo Rami, Taudrous, Ahmed, Mohamed, Gerges, Ebram, Samson, Amadou, Alì, Ibraim e Ionela sono divenuti attori protagonisti della lezione e stanno sviluppando una competenza fondamenta- le, quella di apprendere ad apprendere per tutto l’arco della vita. A confermarlo ci so- no i loro occhi che comunicano un’immensa gioia ogni volta che riescono ad associare la parola italiana a quella della propria lingua d’origine. E quando il traduttore multilin- gue degli smartphone non consegna un’in- terpretazione dei termini che risulta chiara per gli alunni, ci affidiamo subito all’asso- ciazione parola-concetto-immagine che realizziamo attraverso uno screening sul motore di ricerca più famoso per internet, Google. Gli sguardi adesso sono distesi e tutti gli alunni sono pronti ad arricchire il loro baga- glio di conoscenze, abilità e competenze perché il punto di partenza è costituito dai ragazzi, con i loro bisogni, il loro vissuto quotidiano e la loro realtà. Certo, qualcuno in classe è ancora restio a queste metodologie didattiche «rivoluzio- narie»; infatti l’alunno gambese arriva ad affermare, con lo sguardo accigliato, «Ama- dou e professori non sono uguali!» in rispo- sta alla nostra affermazione «Anche noi in- segnanti, come voi alunni in questo momen- to, avremmo le stesse difficoltà se ci tro- vassimo a studiare in un Paese straniero e non conoscessimo la lingua». Ma è lo stesso alunno che, dopo appena un paio di lezioni, sosterrà con un immenso sorriso stampato sul viso «Questo metodo è buono per Ama- dou e per i suoi compagni perché così impa- riamo tante parole!». Fianco a fianco con i nostri alunni stiamo sperimentando che gli strumenti tecnologici di cui disponiamo ci permettono di vivere una moltiplicazione esponenziale delle esperienze conoscitive attraverso schemi radiali, e non solamente attraverso i vecchi e tradizionali percorsi lineari. Per raggiungere questo obiettivo fonda- mentale, continuiamo a girare incessante- mente fra i banchi ascoltando le continue domande dei nostri studenti e rispondendo puntualmente « smartphone alla mano»; stiamo trascurando, volontariamente e con cognizione di causa, il tipico posizionamen- to spaziale dei docenti in aula, cioè al di là della cattedra. Riusciamo perciò ad essere autorevoli perché sono gli alunni a ricono- scerci questo status e non certo perché pro- viamo ad imporre la nostra autorità, cosa che peraltro risulta sempre del tutto inutile nella scuola del nuovo millennio. A questo punto non ci resta che percor- rere, mano nella mano con i nostri studenti, i sentieri di un mondo didattico totalmente nuovo ed esplorarne le infinite possibilità che semplificheranno i processi di apprendi- mento dei nostri alunni. Ci rendiamo subito conto che le tradizio- nali barriere fra le materie d’insegnamento sono crollate grazie alle inesauribili poten- zialità che ci offrono le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Riusciamo infatti ad impostare sempre le lezioni ispirandoci al criterio della pluridi- sciplinarità. Nel negozio multimediale di Google, il Play Store , troviamo centinaia di applica- zioni gratuite per smartphone e tablet che usano il sistema operativo Android e che ci permettono di proporre ai nostri alunni per- corsi didattico-formativi che prendono le mosse da punti di partenza innovativi. Lo sperimentiamo in primis con la lingua italia- na, dalle strutture morfologiche di base agli autori più rappresentativi passando per la lettura online delle opere e per i test di ve- rifica che ai nostri studenti sembrano sem- plici giochi. E ripetiamo «l’esperimento» con le altre materie e con i progetti interdi- sciplinari: la storia, la geografia, la mate-
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