Settembre-Ottobre-2013

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXX - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2013 24 COSA C’È DI NUOVO SOTTO IL SOLE Elena Fazi, Segretaria nazionale L’ elaborazione delle Nuove Indicazioni nazionali del 2012 era indispensabile perché il 31 agosto 2012 terminava la validità giuridica dei precedenti decreti, era dunque doveroso giungere a un docu- mento stabile e condiviso. Il senso delle In- dicazioni, come sostiene Cerini (1), è quello di presentarsi come un «insieme di sugge- stioni pedagogiche e culturali, che devono farsi apprezzare soprattutto per la loro au- torevolezza e la loro capacità di comunica- re un’idea di scuola». Secondo la richiesta del Miur i DS avreb- bero dovuto farsi carico di far leggere que- ste Indicazioni, e farne affrontare un esame approfondito, nei Dipartimenti e nei Collegi dei Docenti. A rigore, ciascun docente do- vrebbe non solo conoscerle ma analizzarle ed enuclearne sia le impostazioni di fondo sia le linee della propria disciplina. Proponiamo una tabella di sintesi e con- fronto tra i vari documenti e qualche spunto di riflessione sulle novità presenti nel docu- mento più recente (vedi pag. 25). La tabella considera quattro elementi significativi: la struttura, il profilo dello studente, l’organiz- zazione del curricolo e l’articolazione. La presenza o l’assenza di alcuni indica- tori permette di comprendere, a colpo d’occhio, l’idea e il progetto di percorso scolastico sottesa a ciascun documento. Dai Programmi alle Indicazioni Le Indicazioni Nazionali rappresentano per le scuole dell’autonomia ciò che i Pro- grammi scolastici costituivano per le scuole nei tempi precedenti: un quadro di riferi- mento per comporre la proposta formativa e didattica dei singoli istituti scolastici. Ma tra le Indicazioni Nazionali e i Pro- grammi scolatici ci sono differenze istitu- zionali, culturali e professionali che rendo- no diverse la loro natura e la loro funzione come diversa è la loro organizzazione e ar- ticolazione interna: • I Programmi Scolastici, pur essendo orien- tativi, sono stati percepiti come documen- ti cui attenersi in modo vincolante da par- te dei docenti; le Indicazioni Nazionali so- no chiaramente «punti di riferimento» per le scelte collegiali a livello decentrato. • L’idea di Programmi scolastici validi sul- l’intero territorio nazionale si scontrava con l’idea di autonomia scolastica; le In- dicazioni Nazionali, pur comprendendo un nucleo fondamentale omogeneo su base nazionale, garantiscono una maggiore flessibilità e adattabilità delle scelte for- mative in relazione al contesto di riferi- mento del singolo istituto scolastico. Rimane ancora abbastanza aperto il pro- blema dell’elaborazione del curricolo d’isti- tuto per competenze e soprattutto, con l’entrata a regime degli Istituti Comprensi- vi, del curricolo verticale a livello della sin- gola istituzione scolastica; dall’infanzia al termine del 1° ciclo di istruzione (2); Nel complesso le Nuove Indicazioni con- fermano la validità dell’impianto educativo e culturale della scuola di base italiana, che si è venuto consolidando con i Programmi della scuola media del ’79 e quelli delle elementari dell’85, con le sue vocazioni di accoglienza e di inclusione. Esse, inoltre, stimolano e impongono un significativo ri- pensamento del modo di essere della scuola rendendo evidente e cogente che è neces- sario fornire ai giovani gli strumenti per co- struire più solide competenze. E tutto que- sto deve avvenire a partire dalla padronan- za della lingua italiana, dalle capacità di ar- (1) G. C ERINI , Le nuove Indicazioni , Maggioli editore. (2) questo tema sarà oggetto prossimamente di un intero numero della rivista (n.d.R.).

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