Settembre-Ottobre-2013

21 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXX - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2013 umanesimo» rispondono pienamente alle esigenze della cultura contemporanea che necessita di riscoprire la gioia dell’incontro quotidiano con l’altro, la bellezza della sco- perta, la semplicità delle emozioni più ve- re. È chiaro il desiderio del legislatore di ri- condurre la formazione delle giovani gene- razioni nell’alveo del «personalismo» e dell’«etica valoriale». Non si possono certo negare il progresso tecnologico e l’avvento dell’era digitale: la scuola di fronte alla co- siddetta «cultura liquida», di fronte ad un sapere in continuo divenire, quasi evane- scente, non può gettare la spugna e lasciare gli alunni in balia dell’incerto, dell’appari- re, del «tutto subito», delle identità virtua- li. La scuola, impregnata dei valori del nuo- vo umanesimo, può e deve accettare la sfi- da della complessità, della liquidità, della globalizzazione, della «rete» e della « scre- en generation ». Essa, oggi più che mai, de- ve formare il pensiero critico, promuovere senso di responsabilità e capacità di impe- gno personale, aiutare a costruire una men- te aperta, educare alla socialità e al rispet- to reciproco, fornire l’alunno degli strumen- ti adatti a comprendere la realtà concreta e digitale, favorire l’acquisizione dei nuovi e vecchi alfabeti della cultura, da quello lin- guistico-verbale a quello non-verbale, da quello logico-matematico a quello digitale, da quello scientifico a quello storico-socia- le. La premessa delle nuove Indicazioni ri- badisce questi importanti concetti, senten- do sempre più forte la sfida che l’età con- temporanea impone alla scuola come prin- cipale agenzia formativa. Una società at- tenta solo al benessere materiale, dove i giovani sognano solo di apparire come sex- symbol o di «guadagnare tanto e subito», dove fanno a gara per entrare al «Grande fratello» e trovano soddisfazione solo nel «caricare» video o immagini di sé su « you- tube o facebook » è, per la scuola e per gli educatori, la più grande sconfitta. Le nuove Indicazioni sottolineano la dimensione etica dell’educazione proprio per evitare un simi- le fallimento. La scuola, nel porsi come am- biente di apprendimento e luogo di acco- glienza, nel promuovere la formazione inte- grale della persona e nel dare senso e valo- re all’esperienza di vita di tutti e di ciascu- no, riuscirà a dare testimonianza dei «valo- ri» universali e a demolire i falsi miti del nostro tempo. In questa prospettiva è evidente che le scuole, per garantire una crescita sana delle nuove generazioni, dovranno impegnarsi a: • porre le basi del percorso formativo dei bambini e degli adolescenti, sapendo che esso proseguirà in tutte le fasi successive della vita; • fornire le chiavi per apprendere ad ap- prendere; • elaborare gli strumenti di conoscenza ne- cessari per comprendere i contesti natu- rali, sociali, culturali, antropologici, cul- turali nei quali gli studenti si troveranno a vivere e a operare; • trasformare le mappe dei saperi, renden- dole continuamente coerenti con la rapi- da e spesso imprevedibile evoluzione del- le conoscenze e dei loro oggetti; • costruire un’alleanza educativa con i ge- nitori, fatta di relazioni costanti, in cui ciascuno svolga il proprio ruolo, suppor- tandosi vicendevolmente nelle comuni fi- nalità educative; • valorizzare l’unicità e la singolarità del- l’identità culturale di ogni studente; • promuovere la costruzione di una NUOVA CITTADINANZA che pur rimanendo coesa e vincolata ai valori fondanti della tradizio- ne nazionale, si alimenti di una varietà di espressioni ed esperienze personali molto più ricca che in passato; • promuovere la formazione di un NUOVO UMANESIMO, in cui il presente è elaborato nell’intreccio tra passato e futuro, tra memoria e progetto, e l’UOMO si afferma nell’incontro tra la singolarità del micro- cosmo personale e i molteplici aspetti del macrocosmo umano. Le Indicazioni per il curricolo, dunque, suggeriscono piste formative, quadri con- cettuali, idee di base, principi pedagogici a cui ispirarsi e far riferimento. Le indicazio- ni, infatti, non si pongono più come pro- grammi da svolgere, come dettato da segui- re pedissequamente; esse sono semplice- mente una cornice valoriale e formativa che le scuole devono completare con la realizzazione di un’opera d’arte unica e peculiare, il POF d’Istituto. Il tutto nel

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