Settembre-Ottobre-2013

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXX - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2013 18 daria di I° persegue l’autonomia nello stu- dio, il rafforzamento delle attitudini all’in- terazione sociale attraverso lo studio delle discipline , che, superata l’alfabetizzazio- ne, conducono agli approfondimenti. b) obiettivi specifici: l’attuazione delle finalità (obiettivi generali) di ciascuna scuola (d’infanzia, primaria e secondaria di I°) avviene con il raggiungimento, anno per anno, di traguardi intermedi , congrui con le caratteristiche delle varie fasi evolutive dei ragazzi, e tali da assicurare il prose- guimento dell’istruzione e della formazio- ne . A tal proposito risultano di particolare utilità le carte di transizione , elaborate da molte istituzioni per tenere «sotto control- lo» i passaggi anno/anno e ciclo/ciclo. I traguardi intermedi sono resi espliciti nel P.O.F. (Piano dell’offerta formativa) con i curricoli disciplinari, previsti anno per an- no. La formazione non è il prodotto di un miracolo finale, è una costruzione lenta ma omogenea che, se condotta con tale garan- zia, toglie agli insegnanti il cruccio o la paura di doversi sempre chiedere: »Devo bocciare?». L’alunno che, di anno in anno, consegue e irrobustisce le competenze (di relazione, di comunicazione, di calcolo, di ragionamento, di decisione, ecc.) non può che avere una strada aperta, in cui lo scru- tinio è la porta dell’autostrada per entrare, per proseguire o per uscire; colui, invece, che non procede, si trova di fronte a strade chiuse, che non vanno da nessuna parte. La scuola apre la strada, la libera da intoppi e lo fa con intelligenza. Esemplificazioni significative La coerente «costruzione» dei curricoli disciplinari annuali rappresenta il momento più delicato della cosiddetta programmazio- ne per unità di apprendimento (parti o fra- zioni del percorso didattico). Forse qualche esempio rende più esplicita l’intenzione. Lingua italiana Dal D.P.R. 12.02.1985 –Nuovi programmi per la Scuola primaria, si ricava il seguente obiettivo generale: « Far conseguire la capa- cità di comunicare correttamente in lingua nazionale a tutti i livelli, dai più colloquiali e informali ai più elaborati e specializza- ti... ». Tale indicazione generale può trovare un’immediata e articolata specificazione: Quali competenze concrete si possono dedurre, il cui conseguimento evolutivo può condurre il preadolescente a ben conclude- re il I° ciclo? a) il fanciullo deve saper comprendere una comunicazione orale semplice; b) il fanciullo deve farsi comprendere co- municando oralmente; c) il fanciullo deve saper leggere e saper capire il significato di testi scritti con scopi diversi; d) il fanciullo deve saper scrivere, cioè comunicare a distanza con interlocutori di- versi. Tali competenze iniziali vanno poi irrobu- stite durante il triennio della Scuola secon- daria di I° grado, aggiungendo la competen- za della prima riflessione sulla lingua , co- me chiaramente esposto dal D.M. 9 Febbra- io 1979 «Programmi e orari d’insegnamento della Scuola Media Statale». Matematica Sempre dai Programmi per la Scuola pri- maria (12.02.85) si ricava l’obiettivo genera- le: «Produrre la capacità di ordinare, quanti- ficare e misurare fatti e fenomeni della real- tà e a formare le abilità necessarie per inter- pretarla criticamente e per intervenire con- sapevolmente su di essa». Il testo rimane oscuro perché troppo generico ma si possono a) saper utilizzare la lingua nelle forme colloquiali richieste dai problemi della vita quotidiana; b) rendersi conto di punti di vista diversi riscontrabili in situa- zioni comunicative (la cronaca sportiva non è un contratto d’af- fari); c) essere consapevoli della va- rietà di forme in cui il discorso si realizza in rapporto a contesti differenti (coi compagni, con gli insegnanti, con sconosciuti).

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