Settembre-Ottobre-2013

17 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXX - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2013 svolte nel gruppo e con la stessa prassi di relazione e comunicazione, e definire, in- vece, quelle che necessitino di «variazioni» tali da adattare la relazione e la comunica- zione alla situazione dell’alunno, determi- nando quindi processi di generale efficien- za ed efficacia. L’impostazione, lungamente sperimenta- ta in passato, di soluzioni progettuali e di- dattiche polivalenti, la pretesa cioè che tutto vada bene a tutti in un’unica imposta- zione metodologica e didattica, ha sortito l’effetto negativo di promuovere la disper- sione scolastica (spreco di parte consistente delle capacità degli alunni) e di conseguire tassi preoccupanti di mortalità formativa (interruzione e rinuncia di molti a comple- tare il percorso formativo). Il pericolo è sempre attivo e, al di fuori di ipotesi impra- ticabili di riduzione del numero degli alunni per classe (che metterebbe a rischio anche l’obiettivo della socializzazione) o di molti- plicazione degli insegnanti (il sistema ha necessità di rimanere entro schemi econo- mici e finanziari sostenibili), rimane la via della diversificazione o modulazione non dei contenuti dell’apprendimento (ogni alunno ha diritto di accedere almeno ai sa- peri fondanti del tempo storico in cui si at- tua la sua formazione) ma dell’impostazio- ne metodologica e della prassi didattica; ta- le impostazione è definita « personalizzazio- ne dell’insegnamento ». Fasatura retrograda delle competenze da raggiungere Il legislatore, usando il termine ciclo con significato decisamente politico, ha posto la conclusione del I° ciclo al superamento del- l’esame di Stato di Licenza media (8 anni d’istruzione obbligatoria, preceduti, per la maggior parte dei bambini, da tre anni di scuola dell’infanzia); ha inoltre stabilito la conclusione del II° ciclo con l’Esame di Sta- to un tempo definito di Maturità (il Bacca- lauréat per altre scuole europee). Il procedimento, cui è dedicata la pre- sente riflessione, è dunque chiaro: parten- do dalle competenze finali dell’obbligo for- mativo (definite «vitali») è possibile retro- cedere per individuare quelle intermedie del I° ciclo; un lavoro più analitico potreb- be tentare di fissare, secondo i periodi an- nuali o biennali voluti dal nuovo ordina- mento, le competenze necessarie (o utili?) per la transizione, cioè per l’ammissione degli allievi all’anno successivo. Appare del tutto opportuno che gli insegnanti abbiano dei punti di riferimento progressivi per evi- tare che, a parità di percorso, alcuni alunni o alcune scuole si trovino in una fase di competenze molto anticipata o molto ritar- data rispetto a quella raggiunta da altri. Un sistema educativo nazionale ha l’esigenza anche morale che tutti gli studenti abbiano pari opportunità. Dal testo della L. 53/2003, possono esse- re messi in evidenza i seguenti obiettivi: a) obiettivo generale: la scuola primaria promuove , nel rispetto delle diversità indi- viduali, lo sviluppo della personalità ed ha il fine di far acquisire e sviluppare le cono- scenze e le abilità di base fino alle prime sistemazioni logico-critiche, di far appren- dere i mezzi espressivi , ivi inclusa l’alfa- betizzazione in almeno una lingua del- l’Unione europea oltre alla Lingua italiana, di porre le basi per l’ utilizzazione di meto- dologie scientifiche nello studio del mondo naturale, dei suoi fenomeni e delle sue leg- gi, di valorizzare le capacità relazionali e di orientamento nello spazio e nel tempo, di educare ai principi fondamentali della convivenza civile ; la scuola secondaria di I° grado , attraverso le discipline di studio, è finalizzata alla crescita delle capacità autonome di studio e al rafforzamento delle attitudini alla interazione sociale… cura la dimensione sistematica delle disci- pline…sviluppa progressivamente le compe- tenze e le capacità di scelta corrispondenti alle attitudini e vocazioni degli allievi… for- nisce strumenti adeguati alla prosecuzio- ne delle attività di istruzione e di forma- zione e si conclude con un esame di Stato , il cui superamento costituisce titolo di ac- cesso all’ulteriore sistema dell’istruzione li- ceale e della formazione professionale. La Scuola primaria si occupa quindi della pri- ma alfabetizzazione, dello sviluppo della personalità attraverso il conseguimento del- le competenze di base (saperi, metodolo- gie, capacità relazionali); la Scuola secon-

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