Settembre-Ottobre-2013

15 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXX - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2013 INDICAZIONI PER IL CURRICOLO E LIVELLI ESSENZIALI DI PRESTAZIONE DELL’ALUNNO: ASPETTI DI REGOLARITÀ NEL PROFILO DELLE COMPETENZE NECESSARIE AL TERMINE DEL I CICLO Franco Martignon, Dirigente tecnico MIUR I l legislatore, coniando l’espressione «li- velli essenziali di prestazione», ha inteso chiamare in causa gli enti territoriali e le istituzioni sulla durata e tipologia dei corsi d’istruzione e formazione e non i docenti e gli alunni; infatti «sono le pre- stazioni che devono essere assicurate dalle istituzioni scolastiche e formative su tutto il territorio nazionale riguardo all’offerta formativa». Tali livelli di pre- stazione non vanno pertanto confusi con i livelli essenziali di competenza che de- vono essere acquisiti dagli studenti, ri- conducibili ai curricoli disciplinari, com- posti dalle unità di apprendimento e for- mulati secondo «piani personalizzati di studio», di cui i responsabili diretti sono i docenti. Pur con tale distinzione, il tema della capacità di prestazione degli studenti comporta che nella successione degli anni scolastici siano conseguenti livelli sempre più complessi delle competenze, per giun- gere, alla fine del ciclo, ad assicurare la congruenza degli apprendimenti in uscita e garantire la spendibilità nazionale dei titoli scolastici e professionali (licenze, qualifi- che, diplomi) conseguiti alla fine dei per- corsi formativi . Traguardo finale della formazione ob- bligatoria è il raggiungimento di : saperi (conoscenze), abilità (saper fare) e competenze (forme del vivere e del- l’agire responsabile) dell’uomo e del citta- dino nei sistemi formali (scuole), non for- mali (altre istituzioni educative), informali (società) per il raggiungimento delle se- guenti Il sistema formale , diversamente dagli altri sistemi, utilizza come propri e specifici gli strumenti culturali (saperi e loro elabo- razione) ed evita quindi pericolosi trasfor- mismi o facili «spostamenti funzionali» che possono produrre effetti perversi. La scuola non occupa gli spazi e non usa gli strumenti affettivi della famiglia, non occupa gli spazi e non usa gli strumenti specifici di altre agenzie indirettamente formative o solo oc- casionalmente culturali (pubblicità, merca- to, ecc.). Pur tenendo presenti le implica- zioni della non cognitività (emozionalità e relazioni), utilizza i campi della cognitività per favorire il percorso formativo. Qualunque sia la competenza «vitale» da competenze, definite vitali : • risolvere problemi • avere spirito critico • saper relazionarsi e comunicare • saper scegliere • saper decidere • saper valutare • sopportare l’insuccesso • gestire lo stress • assumere responsabilità.

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