Settembre-Ottobre-2012
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2012 4 cazione alla preghiera, la testimonianza dei frutti dell’amore sono stati immessi nel- l’esistenza dei fanciulli e dei ragazzi, nel contesto della cura che ogni famiglia riserva per la crescita dei suoi piccoli. Pur nella di- versità delle situazioni geografiche, cultura- li e sociali, tutti i Vescovi al Sinodo hanno riconfermato questo ruolo essenziale della famiglia nella trasmissione della fede. Non si può pensare una nuova evangelizzazione senza sentire una precisa responsabilità verso l’annuncio del Vangelo alle famiglie e senza dare loro sostegno nel compito edu- cativo. Non ci nascondiamo il fatto che oggi la famiglia, che si costituisce nel matrimonio di un uomo e di una donna, che li rende «una sola carne» (Mt 19,6) aperta alla vita, è attraversata dappertutto da fattori di cri- si, circondata da modelli di vita che la pe- nalizzano, trascurata dalle politiche di quella società di cui è pure la cellula fon- damentale, non sempre rispettata nei suoi ritmi e sostenuta nei suoi impegni dalle stesse comunità ecclesiali. Proprio questo però ci spinge a dire che dobbiamo avere una particolare cura per la famiglia e per la sua missione nella società e nella Chiesa, sviluppando percorsi di accompagnamento prima e dopo il matrimonio. Vogliamo an- che esprimere la nostra gratitudine ai tanti sposi e alle tante famiglie cristiane che, con la loro testimonianza, mostrano al mondo una esperienza di comunione e di servizio che è seme di una società più fra- terna e pacificata. Il nostro pensiero è andato anche alle si- tuazioni familiari e di convivenza in cui non si rispecchia quell’immagine di unità e di amore per tutta la vita che il Signore ci ha consegnato. Ci sono coppie che convivono senza il legame sacramentale del matrimo- nio; si moltiplicano situazioni familiari irre- golari costruite dopo il fallimento di prece- denti matrimoni: vicende dolorose in cui soffre anche l’educazione alla fede dei figli. A tutti costoro vogliamo dire che l’amore del Signore non abbandona nessuno, che an- che la Chiesa li ama ed è casa accogliente per tutti, che essi rimangono membra della Chiesa anche se non possono ricevere l’as- soluzione sacramentale e l’Eucaristia. Le comunità cattoliche siano accoglienti verso quanti vivono in tali situazioni e sostengano cammini di conversione e di riconciliazione [...] 8. La comunità ecclesiale e i molti operai dell’evangelizzazione. […] Guardando ai laici, una parola speci- fica va alle varie forme di antiche e nuove associazioni e insieme ai movimenti eccle- siali e alle nuove comunità, tutti espressio- ne della ricchezza dei doni che lo Spirito fa alla Chiesa. Anche a queste forme di vita e di impegno nella Chiesa esprimiamo gratitu- dine, esortandoli alla fedeltà al proprio ca- risma e alla convinta comunione ecclesiale, in specie nel concreto contesto delle Chiese particolari. 9. Perché i giovani possano incontrare Cristo I giovani ci stanno a cuore in modo tutto particolare, perché loro, che sono parte ri- levante del presente dell’umanità e della Chiesa, ne sono anche il futuro. Anche verso di loro lo sguardo dei Vescovi è tutt’altro che pessimista. Preoccupato sì, ma non pes- simista. Preoccupato perché proprio su di loro vengono a confluire le spinte più ag- gressive dei tempi; non però pessimista, an- zitutto perché, lo ribadiamo, l’amore di Cri- sto è ciò che muove nel profondo la storia, ma anche perché scorgiamo nei nostri gio- vani aspirazioni profonde di autenticità, di verità, di libertà, di generosità, per le quali siamo convinti che Cristo sia la risposta che appaga. Vogliamo sostenerli nella loro ricerca e incoraggiamo le nostre comunità a entrare senza riserve in una prospettiva di ascolto, di dialogo e di proposta coraggiosa verso la difficile condizione dei giovani. Per riscatta- S p i r i t u a l i t à
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