Settembre-Ottobre-2012
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2012 40 LETTURA E DOLCI: LA VIA PER LA PASSIONE L’ESSENZIALE È INVISIBILE AGLI OCCHI Loredana La Rocca, Docente di Lettere - I.C. «Amedeo di Savoia Aosta» - Partanna (TP) D a quando sono diventata un’insegnan- te di lettere nella scuola secondaria di 1° grado mi sono sempre chiesta come fare per far diventare i «miei» alunni dei lettori appassionati e curiosi come me e nel corso degli anni ci ho pure provato: visi- te alla biblioteca scolastica, a quella comu- nale, racconti appassionati delle mie visite in libreria, del mio ultimo libro letto, alle- stimento della biblioteca di classe... ma ho ottenuto pochi risultati. Nell’anno scolasti- co appena trascorso, insieme alle colleghe di lettere degli altri corsi abbiamo deciso di consigliare, come libro di narrativa, una rie- laborazione del «Piccolo Principe» di Ma- riangela Croce e già mi vedevo rassegnata a osservare i ragazzi di 1 a media «annoiarsi» durante le tediose «ore di narrativa». Ma poi ho scoperto... l’uovo di Colombo. Mi è, infatti, venuta l’idea di associare la lettura al cibo ed è stato un vero successo! Durante le due ore del giovedì pomerig- gio la classe 1 a B prima, e la classe 1 a A do- po, dell’Istituto Comprensivo «Amedeo di Savoia-Aosta di Partanna dove insegno ita- liano, si sono trasformate in un «Caffè let- terario». A turno i ragazzi si facevano pre- parare un dolce dai genitori e lo portavano in classe, ogni alunno veniva servito da due compagni e infine si apriva il «Principe ve- nuto dal cielo». Io «assegnavo» a ognuno la parte da leggere a voce alta e infine davo il VIA per la lettura silenziosa durante la de- gustazione del dolce. Si passava quindi alla lettura ad alta voce e alla conversazione sui periodi che più li avevano colpiti. Ognuno li segnava sul proprio libro e spiegava a tutti gli altri perchè preferiva proprio quel perio- do e quali emozioni gli aveva suscitato. Il lavoro non si esauriva durante quell’ora, che vi assicuro era attesa e si concludeva sempre con la stessa frase: «Ma professores- sa è già finita l’ora?!?» poi, infatti, tutti quelli che volevano (e sono stati la maggio- ranza) potevano realizzare a casa una pre- sentazione multimediale con le immagini e i suoni che più rispondevano alle frasi del ca- pitolo che ognuno di loro aveva preferito. Alcuni ragazzi che non avevano a disposizio- ne il PC hanno realizzato lo stesso il lavoro utilizzando l’album da disegno dove scrive- vano la frase preferita del capitolo e dise- gnavano un’immagine esplicativa. La setti- mana successiva facevamo in modo di «vi- sionare» i lavori alla LIM (Lavagna Multime- diale Interattiva) della classe e continuava- mo con la lettura di un nuovo capitolo. Ora io mi rendo conto che aver dato il nome di «Caffè letterario» a quest’ora di narrativa è stato forse presuntuoso, ma penso di aver ottenuto il grande risultato di aver avvicina- to i ragazzi in modo «dolce» (é proprio il caso di dirlo), senza costrizioni, alla lettura di un classico di sempre e di aver suscitato interesse anche in coloro che non sembra- vano essere molto propensi a essere «cattu- rati» dalla magia dei libri. Penso infatti che i ragazzi abbiano realizzato un grande obiettivo: provare amore e curiosità per la lettura e l’analisi testuale, tutto questo mentre pensavano solo di... mangiare dei dolci.
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