Settembre-Ottobre-2012
25 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2012 la volontà di una restaurazione cristiana dell’ordine temporale in stretta comunanza di intenti con quanto affermato dal Decreto sull’Apostolato dei Laici: «I laici […] hanno il proprio compito nella Chiesa e nel mon- do. In realtà essi esercitano l’apostolato evangelizzando e santificando gli uomini, e animando e perfezionando con lo spirito evangelico l’ordine temporale, in modo che la loro attività in quest’ordine costituisca una chiara testimonianza a Cristo e serva alla salvezza degli uomini» ( Apostolicam ac- tuositatem , 2). Una più vigorosa presenza cristiana, quindi, che dovrà coinvolgere tut- te le istituzioni, a diverso titolo, educative e tra queste, sicuramente, la scuola: «An- che le scuole, i collegi e gli altri istituti cat- tolici di educazione devono promuovere nei giovani il senso cattolico e l’azione aposto- lica. Qualora questa formazione manchi, o perché i giovani non frequentano tali scuole o per altra causa, la curino con tanto mag- giore impegno i genitori, i pastori d’anime e le associazioni. Gli insegnanti, poi, e gli educatori i quali con la loro vocazione e il loro ufficio esercitano una eccellente forma di apostolato dei laici, siano provveduti del- la necessaria dottrina e dell’arte pedagogi- ca con cui potranno impartire efficacemen- te questa formazione» ( Apostolicam actuo- sitatem , 30). Pietà per chi soffre l’ignoranza È opportuno fare, nel ricordare la straor- dinaria ricorrenza del 50esimo anno dal- l’apertura del Vaticano II, un piccolo accen- no a un altro 50esimo che seppur meno rile- vante del primo ha con questo qualche atti- nenza. Il secondo anniversario, da ricordare nel 2012, per la sua importanza all’interno del mondo scolastico ed educativo, è quello inerente la nascita della scuola media uni- ca. Con la Legge 31 dicembre 1962, n. 1859 veniva, infatti, istituita, realizzando gli au- spici dell’art. 34 della Costituzione, la scuo- la media unica per tutti i preadolescenti italiani. Il provvedimento legislativo rappre- sentò la condizione necessaria per un ripen- samento della scuola di avviamento e per una conseguente democratizzazione del- l’accesso all’istruzione secondaria di primo livello per centinaia di migliaia di ragazzi. Gesualdo Nosengo e l’UCIIM furono assoluti e coraggiosi protagonisti di questa stagione di riforma scolastica che, senza alcun dub- bio, è la più importante del secondo dopo- guerra. Attraverso la nuova scuola media si riuscì a dare risposta alla crescente doman- da formativa dell’Italia degli anni ’60, dan- do vita ad una struttura scolastica, maggior- mente attenta ai contenuti disciplinari ed educativi, che a un primo periodo di cultura generale, scuola primaria, avvicendasse un secondo periodo di sviluppo orientativo, scuola media, capace di guidare l’adole- scente verso la scelta significativa della scuola superiore. Ad apertura del Concilio, all’interno di uno dei primissimi documenti, Gesualdo No- sengo e l’UCIIM trovarono, immediatamen- te, la ragione per la quale si faceva dovero- so continuare a prodigarsi, in quel lungo sforzo iniziato diversi anni prima, a favore della nascita della scuola media unica: «Ri- volgiamo continuamente il nostro animo verso tutte le angosce che affliggono oggi gli uomini; perciò innanzitutto le nostre premure si volgono verso i più umili, i più poveri, i più deboli; sull’esempio di Cristo sentiamo pietà per la folla che soffre la fa- me, la miseria e l’ignoranza» (Messaggio dei Padri Conciliari al mondo, 20 ottobre 1962). Tale messaggio fu, giustamente, interpreta- to da Nosengo come un importante segnale di conferma: la Chiesa docente aveva la sua medesima pietà - vera ragione di fondo che lo spinse a farsi fautore della riforma del ’62 - per coloro i quali avevano inadeguata istruzione: «Nel messaggio è detto che il Sommo Pontefice e i Vescovi di tutto l’orbe sentono pietà per la folla che soffre... l’ignoranza . Questo ci ricorda la significati- va espressione contenuta nel Vangelo di S. Marco (cap. VI, v. 34) dove è scritto: Gesù vide una folla numerosa e ne ebbe pietà, perché erano come pecore che non hanno pastore e si mise ad insegnare loro molte cose . A coloro per cui sente pietà Gesù subi- to provvede mettendosi loro ad insegnare. Si è soliti sentire pietà per coloro che non hanno sufficienti mezzi per nutrirsi, per ve- stirsi, per ripararsi dalle intemperie, ma non è comune il sentimento di pietà per co-
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