Settembre-Ottobre-2012

23 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2012 GESUALDO NOSENGO E L’UCIIM A 50 ANNI DAL CONCILIO Andrea Rega, Scuola internazionale di dottorato in Formazione della persona e mercato del lavoro - Università degli Studi di Bergamo Una straordinaria intuizione ecclesiologica Il periodo che portò alla conclusione del- l’ultimo concilio ecumenico rappresentò per l’UCIIM un momento di profonda attesa e di particolare attenzione per i pronunciamenti che, di lì a poco dalla grandiosa aula conci- liare della basilica vaticana, sarebbero stati diramati a tutti i credenti della Santa Ro- mana Chiesa. Sono, in tal senso, illuminanti le parole di Cesarina Checcacci - importan- te presenza, fino alla fine degli anni ’90, della politica scolastica italiana, terzo Pre- sidente nazionale UCIIM dal 1974 al 1997 e tra i primissimi membri dell’istituto secola- re «Compagnia di Gesù Maestro» - che, du- rante gli anni del Concilio Vaticano II, rive- stì un ruolo centrale all’interno del diretti- vo dell’Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi. La sua testimonianza da stretta colla- boratrice di Gesualdo Nosengo - laico consa- crato della «Compagnia di S. Paolo», pro- motore della «Compagnia di Gesù Maestro», fondatore e primo Presidente dell’UCIIM dal 1944 al 1968 - racconta come quest’ultimo, già riconosciuto, nel 2006, dalla Conferenza Episcopale del Piemonte «testimone del Cri- sto risorto, speranza di salvezza per il mon- do», visse - sia dal punto di vista della pro- duzione scientifica come pedagogista e ca- techeta, sia da quello della testimonianza diretta come docente e responsabile del- l’UCIIM - un impegno totale a favore del- l’emergere di alcuni temi - tra questi, prin- cipalmente, quello della partecipazione dei laici alla vita ecclesiale - che a distanza, anche di diversi anni, verranno formalizzati dai documenti conciliari: «A riguardare, og- gi, a tanti anni di distanza, la mia esperien- za nelle iniziative volute dal Prof. Nosengo, debbo riconoscere che a supporto di questa straordinaria volontà era, in primo luogo, un’intuizione teologica ed ecclesiologica straordinaria, maturata nella preghiera e nella contemplazione a lui abituali per fe- deltà quotidiana. Egli rivendicava ciò che allora, negli anni ’50, in particolar modo, non era pacifico entro la comunità ecclesia- le, ma che oggi è divenuto patrimonio della Chiesa tutta, particolarmente a seguito del Concilio Ecumenico Vaticano II, delle sue costituzioni, dei suoi decreti e del successi- vo Magistero dei Sommi Pontefici. Quando io incontrai Nosengo, nel 1943-44, egli stava lavorando ad un libro al quale atteneva con grande importanza, la cui idea portante era che ai laici, ai Christi fideles, spettava il dovere di rendersi consapevoli delle loro re- sponsabilità anche apostoliche, da conside- rarsi non compito eccezionale, ma normale conseguenza del Battesimo che li aveva in- corporati nella Chiesa. Connaturale, quindi, e non per esplicito mandato il dover fare della propria vita una offerta continua ed una testimonianza dell’annuncio evangeli- co» (1). Il volume, a cui fa riferimento la Checcacci, è l’ Azione apostolica dei laici pubblicato per le Edizioni Studium nel ’45. Un testo che, oltre ad evidenziare la profe- ticità del suo Autore, denuncia la necessità di fondare il Regno di Cristo a partire dalla quotidianità della vita laicale. Questa, nelle sue diverse sfaccettature della vita fami- gliare e professionale, rappresenta il pre- supposto da dove dovrà diramarsi un nuovo e più forte apostolato che «[…] se fa tutto (1) C HECCACCI C., La spiritualità di Gesualdo Nosengo: alla scuola di Gesù Maestro , in C AVALLOTTO G. (a c. di), Prima la persona. Gesualdo Nosengo: una vita al servizio dell’educazione , Urbaniana University Press, Roma, 2000, p. 259.

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