Settembre-Ottobre-2012
19 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2012 una reale uguaglianza tra i cittadini». Lo straniero è portatore di diritti: è nostro do- vere predisporre le risorse per realizzarli. La Prof.ssa M. Cristina Castellani nel- l’ambito delle cinque lezioni per la scuola multiculturale, che sviluppa nel suo libro « Il dialogo e la vita » ha quindi affrontato effi- cacemente il tema della comunicazione. Occorre una regia della comunicazione in aula, tale elemento è importante non sol- tanto in una classe multiculturale. Efficace, ad esempio, è un setting d’aula flessibile, che non si limiti a una distribuzione a pla- tea, ma contribuisca all’interazione, facili- tando la comunicazione. In particolare, la didattica cosiddetta «laboratoriale», con le sue peculiari esigenze, rientra nella flessibi- lità del setting d’aula: il laboratorio non è solo uno spazio fisico ma è soprattutto uno spazio mentale. La Prof.ssa Rossella Verri ha evidenziato l’indubbia utilità delle proposte circa l’uso del setting d’aula contenute: uno spazio utilissimo, che prescinde del tutto dalla provenienza degli studenti che abbiamo din- nanzi e dalle loro modalità partecipative e che agevola il coinvolgimento immediato egli allievi «alla pari» sia che si tenga una lezione «direttiva» o interattiva. In classe tutti gli alunni devono sentirsi uguali. Bisogna superare la paura del «di- verso», che può riguardare chi non è uguale per caratteristiche fisiche o di comporta- mento, chi devia dall’omologazione cui gli adolescenti tendono, chi si comporta in mo- do un po’ differente. Il problema non inve- ste solo chi non ha il passaporto italiano: è legato alla provenienza socio-linguistica- culturale ed economica. Naturalmente il problema è aggravato quando si parla un’al- tra lingua; ma, una volta superato il proble- ma della comunicazione linguistica, non do- vrebbe sussistere il problema dell’alterità. Ognuno deve essere libero di conservare la propria identità culturale, o di superarla, non rimanendo inchiodato al suo retroterra di appartenenza. Gli interventi del pubblico, soci UCIIM, studenti universitari, docenti di diversi ordi- ni di scuole hanno ripreso con vivacità e in- teresse molti dei temi e degli approfondi- menti svolti nel corso della tavola rotonda. Il Dott. Salvatore Vento, sociologo, refe- rente del progetto-ricerca UCIIM Liguria On- lus, coordinato dalla Prof.ssa Rossella Verri, ha presentato un’importante testimonianza che è emersa dalla ricerca in corso. I ragaz- zi stranieri che frequentano le scuole italia- ne sono in Italia ormai dai 5 ai 10 anni, la loro integrazione risulta totale, nonostante qualche criticità, riguardante però la gene- ralità degli studenti, in particolare per alcu- ni aspetti relativi alle modalità della didat- tica e dell’organizzazione scolastica. Non emergono invece difficoltà legate alla pre- senza di studenti di altre confessioni reli- giose. I problemi generali di integrazione si re- gistrano sovente ancora fuori della scuola, a livello sociale. Spesso, erroneamente, si danno ai temi di carattere sociale connota- zioni culturali. Pensiamo alla frequenza in- distinta di italiani e stranieri a uno spetta- colo di musica etnica, e confrontiamola con la concentrazione degli stranieri in alcune parti della città e sui mezzi di trasporto in determinate ore della giornata. Il dialogo interculturale non può che far parte della nostra vita. La Prof.ssa Rossella Verri ha sottolineato come già la storia antica dei popoli del mondo è mossa dal continuo incontro e in- crocio tra culture e popoli diversi. Questo costituisce la ricchezza dell’umanità. Oc- corre però convogliare tale ricchezza in un percorso di pace e di integrazione, che ri- spetti l’identità di ogni gens ! Da quanto sta emergendo dalla ricerca UCIIM, molti degli studenti stranieri che frequentano un corso professionale trienna- le intendono proseguire gli studi fino al conseguimento del diploma, e parecchi de- gli studenti degli istituti tecnici commer- ciali dichiarano di volersi iscrivere all’uni- versità. Il dato è confermato anche da un comunicato della Regione Liguria, dal quale si rileva che molti studenti stranieri hanno conseguito la qualifica triennale degli isti- tuti professionali. Il Dott. Sergio Rossetti, Assessore Regio- nale all’Istruzione e all’Educazione della Regione Liguria, ha riconosciuto il ruolo co- raggiosamente sostenuto dalla scuola nel cercare di operare un processo di intercul-
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