Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016

97 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale per avvicinare i giovani alle istituzioni e per for- nire ai docenti documentazione sull’elaborazio- ne delle leggi e stimoli al loro insegnamento. In certo senso anche il volume (**) che sono lieto di presentare può considerarsi frutto di questa collaborazione. Tra parlamentari firmatari di una mozione (1996), che chiedeva l’impegno della scuola a promuovere la conoscenza effetti- va della Costituzione nelle scuole secondarie, il Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione e una commissione ministeriale incaricata di af- frontare il problema e di stendere nuovi pro- grammi di «educazione civica e cultura costitu- zionale», presieduta dall’allora sottosegretario alla Pubblica Istruzione Luciano Corradini, si so- no stabiliti vari proficui contatti, che hanno con- sentito di fare un buon lavoro. Il sottotitolo del volume suggerisce che la prospettiva in cui ci si muove è quella europea, ma che all’Europa non si può andare, se non sul- la base di una conoscenza delle vicende, dei li- miti, delle risorse morali e materiali che carat- terizzano il nostro Paese. In diverse sedi si sostiene che la scuola deve aprirsi alla conoscenza e alla valorizzazione dei diritti umani. Non c’è dubbio che questa busso- la sia indispensabile per avventurarsi nel mare aperto della nuova Europa, economica e politi- ca, aperta a nuove integrazioni all’Est e al Sud. È però altrettanto vero che la nostra Costituzio- ne, elaborata nel corso del 1947, prima della fa- mosa Dichiarazione universale dei diritti del- l’uomo, votata il 10 dicembre 1948 dall’Assem- blea dell’ONU, contiene tutti i principi fonda- mentali di quella dichiarazione, così come sono emersi dalla cultura e dall’esperienza dei costi- tuenti, impegnati a disegnare uno stato inedito, all’indomani della seconda Guerra mondiale. Il Parlamento è ora (questo scritto è stato ste- so nel maggio del 1998 dall’allora presidente del Consiglio, ndr) impegnato a rivedere la seconda parte della Costituzione, per rendere il disegno delle nostre istituzioni più rispondente ai bisogni della società di oggi. Il nostro impegno in proposi- to è forte e vigoroso, perché dopo più di mezzo secolo un adattamento alla nuova realtà italiana ed europea è necessario. A poco varrebbe però questo impegno, se la scuola restasse estranea e lontana, se i giovani ignorassero questo sforzo e i suoi auspicabili risultati, come in gran parte han- no finora ignorato il testo del 1947. Il lungo dibattito sull’educazione civica ha vi- sto il confronto e talora lo scontro fra due posi- zioni: quella di chi vedeva l’educazione civica come complesso di valori diffusi nell’intera vita scolastica e quella di chi la vedeva come disci- plina a sé, dotata di programmi specifici, di ore d’insegnamento e di un voto distinto. La com- missione ministeriale che ha prodotto i program- mi qui presentati ha ritenuto che le due posizio- ni non debbano essere alternative, ma comple- mentari. In altri termini il civismo è sì clima vis- suto, stile di vita, criterio che illumina le diver- se discipline, nei loro aspetti culturali e in I quelli didattici, ma dev’essere anche studio di temi capaci di aumentare il sapere teorico e pratico, fornendo ai giovani un corpus essenziale di conoscenze relative ai valori, ai problemi, al- le norme che qualificano la nostra «cittadinan- za». Una scuola di questo genere è a pieno tito- lo educativa, aperta al nuovo e insieme concen- trata su un sapere essenziale. Si giunge per questa via alla riscoperta della Costituzione, considerata come sintesi di valori, di diritti e di doveri, ossia di criteri per rendere possibile una buona vita civile: non un feticcio da venerare, con mentalità nozionistica o retori- ca, ma una specie di carta di navigazione, che indica le rotte da seguire, anche nel linguaggio informatico degli ipertesti. Dunque si tratta di studiare la Costituzione, come prodotto storico e come strumento giuridi- co, come criterio condiviso di lettura e d’inter- pretazione della società e come approssimazio- ne ad un orizzonte di valori ai quali l’Europa tutta deve ispirarsi. Si tratta poi di cercare di viverla, la Costitu- zione, anche attraverso forme di partecipazione che possono trovare un valido supporto nelle nuove norme dell’autonomia e in quelle che ri- guardano lo statuto dei diritti e dei doveri delle studentesse e degli studenti. È questo un modo attraverso il quale la scuo- la può combattere il disagio che l’affligge e ri- cuperare la consapevolezza della sua dignità e del suo ruolo insostituibile. (**) Il testo dell’articolo è tratto dalla Presentazione del volume curato da L UCIANO C ORRADINI E G IUSEPPE R EFRIGERI , dal titolo Educazione civica e cultura costituzionale. La via italiana alla cittadinanza europea , Il Mulino, Bologna 1999, L. 40.000.

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=