Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale 96 LA VIA ITALIANAALLA CITTADINANZA EUROPEA PASSA PER LA SCUOLA Romano Prodi, Presidente designato della Commissione europea* D edicare tempo ed energie a costruire in- sieme, con le nuove generazioni, la trama degli eventi e dei significati, degli obiet- tivi e degli strumenti che danno senso e pro- spettiva alla nostra vita di cittadini. Se per ciò che riguarda i valori di tipo perso- nale i soggetti educativi chiamati in causa sono soprattutto le famiglie e le chiese, per i valori civili e sociali della nostra esistenza la funzione educativa tocca al- l’intera «città». Plu- tarco scriveva che la polis è il miglior maestro. Il fatto è che la città di oggi è più complessa, frammentata, con- traddittoria e quindi meno leggibile della polis antica. Sicché si rischia dì smarrirsi fra passato e futuro e di vagare in un presente anonimo, privo di significati forti e di cartelli in- dicatori di senso collettivo. Di qui la necessi- tà di dedicare tem- po ed energie a co- struire insieme, con le nuove generazio- ni, la trama degli eventi e dei significati, degli obiettivi e degli strumenti che danno senso e prospettiva alla no- stra vita di cittadini. Italiani si nasce, europei si cresce, dice un messaggio della Presidenza del Consiglio, per ricordare a tutti che le intese, le decisioni, le norme di questi anni acquistano il loro pieno significato se la pianta della cittadi- nanza, di cui tutti vogliamo godere i frutti, ha salde radici nella storia del nostro paese e robu- sti rami nel futuro europeo e mondiale, che isti- tuzioni e cittadini stanno insieme costruendo. E questo il tema centrale dell’educazione ci- vica, o più precisamente dell’educazione etico- socio-civico-economico-politica, di cui si è soliti considerare come prima responsabile la scuola. È noto però che la scuola affronta con difficoltà e tra molte incertezze questi compiti. Molte ra- gioni inducono a comprendere queste difficoltà, non però a rinunciare e a rassegnarsi. Molti sog- getti, dai mass me- dia alle associazioni, dalle istituzioni pub- bliche ai soggetti privati di diversa consistenza e com- petenza, devono as- sumersi le proprie responsabilità in proposito. Non per esonerare la scuola dai suoi compiti, ma per fornirle aiuto e sostegno. Le istituzioni na- zionali, in particola- re il Parlamento e il Governo, sono con- sapevoli che la sta- gione di trasforma- zioni eccezionali che stiamo vivendo non darà tutti i suoi frut- ti, se la scuola e i giovani non parteci- peranno in modo attento, critico, informato alle vicende della vita nazionale ed europea che si aprono dinanzi a noi. Il Parlamento ha fatto e cerca di fare in proposito la sua parte, non solo votando leggi che valorizzano il ruolo e la re- sponsabilità della scuola in ordine all’educazio- ne della persona e del cittadino, ma anche cer- cando di aprirsi in vario modo, e da ultimo an- che con l’esperienza detta «Ragazzi in aula», (*) Eletto con voto unanime dai capi dei 15 governi dell’UE. Da «La Scuola e l’Uomo» n. 5 • maggio 1999
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