Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale 98 CITTADINANZA, EDUCAZIONE, INTEGRAZIONE EUROPEA Caterina Nisida, European Team member Conclusioni Se, come sosteneva Spinelli, l’idea di Euro- pa costituisce «un imperativo di civiltà». l’U.E. deve acquisire oltre ad una dimensione economica, sociale e politica, una dimensione culturale e la Scuola, quale agenzia primaria per la trasmissione dei valori e per l’acquisi- zione di comportamenti, saperi e conoscenze, ha il compito di contribuire alla formazione dell’identità culturale europea, quale premes- sa imprescindibile per la realizzazione del pro- getto politico di Unione Europea, Un’Unione che non va vista solo nella sua dimensione economica ma in una prospettiva etico-antropologica, che riguarda i popoli, il dialogo, la convivenza pacifica tra persone, che, se pur diverse per cultura, lingua, religio- ne, nazionalità, sono unite nella stessa dimen- sione umana, nello stesso ideale di pace, nella stessa connotazione di popolo europeo. È l’ideale kantiano della costruzione di una comunità politica senza discriminazioni di raz- za, religione, sesso, cultura, che, superando il radicamento culturale nazionalista, guardi alla storia dell’umanità non come ad un’infinita va- rietà di esperienze locali, costellate-di tragi- che guerre e lotte fratricide, ma da un punto di vista problematico che indichi ai giovani la prospettiva di un mondo migliore. Sosteneva Kant: « I giovani non devono veni- re educati conformemente allo stato presente della specie umana, ma per uno stato migliore possibile nell’avvenire secondo l’idea del- l’umanità e della sua destinazione». È, dunque, opportuno che i sistemi educati- vi e tutti gli operatori in essi coinvolti riorien- tino la loro prospettiva, realizzino la più alta coerenza tra obiettivi educativi e metodi pe- dagogici, creino curricoli, condizioni ed occa- sioni affinché la prima generazione di euro-cit- tadini sia resa idonea ad affrontare in maniera efficace e dinamica le opportunità offerte da una società in celere cambiamento, in cui il «sapere» aumenta velocemente e le sfide in- terne ed esterne sono sempre più impegnative e cruciali. Oltre che di una riforma che renda i curri- coli, gli insegnamenti, le attrezzature, le strutture e la stessa impostazione spaziale- temporale della scuola più corrispondente alle istanze dei giovani, della società e del mondo del lavoro, c’è, pertanto, bisogno dello spirito d’iniziativa dei docenti, di un’apertura verso l’innovazione del consiglio di classe, della ca- pacità manageriale dei capi d’istituto di saper cogliere le opportunità che offre il territorio e di operare uno stretto collegamento con enti locali e regionali. Questi ultimi svolgono o possono svolgere, nella loro funzione di raccordo tra potere cen- trale e cittadini, un importante ruolo demo- cratico, avvicinando sempre più il cittadino al- la «cosa pubblica», ruolo non sottovalutato dai legislatori europei che con l’istituzione del Co- mitato delle Regioni e con l’introduzione dei principio di sussidarietà. nello spirito, hanno inteso portare il governo più vicino ai cittadi- ni, riconoscendo loro uno «status activae civi- tatis» che non si esaurisce nel diritto di voto o di nascita, ma ne sancisce il pieno diritto alla partecipazione democratica. Gli enti locali hanno un ruolo rilevante an- che per lo sviluppo di reti e partneriati scola- stici e sociali: essi, infatti, mediante l’istituto dei gemellaggi, possono facilitare la ricerca di partner ed intervenire con servizi e sostegni di varia natura per la migliore riuscita del pro- getto comunitario e/o per favorire il coinvol- gimento delle parti sociali e di tutti i cittadi- ni, che nel contatto con la «diversità» ne po- tranno apprezzare le valenze culturali e allar- gare i loro orizzonti in una dimensione sovra- nazionale. Per concludere mi piace ricordare un’espressione di Jean Monnet: «Gli stati na- zionali dei passato non costituiscono più il quadro del presente e le comunità rappresen- tano le vere forze del domani». Da «La Scuola e l’Uomo» n. 4-5 • aprile-maggio 2004
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