Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale 92 realtà e nel procedere a tentare di modificar- la. Ciò che si impone dunque è la rifondazione del «progetto» che è sotteso all’Europa unita. La prospettiva culturale: un nuovo umanesimo Tuttavia, quando si avverte la necessità del- la rifondazione di un progetto, in gioco non so- no più i mezzi, ma i fini. Solo i fini infatti pos- sono dare un significato al progetto e quindi renderlo, oltre che credibile e meritevole di attenzione, anche degno di essere accettato e quindi di essere posto in opera. Per questo la rifondazione del progetto dell’Europa unita va compiuta non tanto sui potenziali produttivi e gli indici di benessere delle nazioni o sugli or- ganismi che garantiscono la più ampia rappre- sentatività possibile a tutti i Paesi, quanto sui fini che con tali strumenti si intendono perse- guire. Si deve trattare comunque di fini che l’Eu- ropa unita deve essere in grado di realizzare, anche se senza vincoli di tempo. Occorre per- ciò che già in qualche modo facciano parte del suo patrimonio ideale. [...] Tra tali valori, almeno tre, secondo quanto afferma Brugmans in un suo recente articolo, sono stati quelli che hanno esercitato un’at- trattiva maggiore nel corso dei secoli, e cioè la razionalità, la libertà e la solidarietà (3). È in difesa del pensiero critico infatti, rileva anco- ra Brugmans, che si è lottato in Francia e in Italia contro il dogmatismo superstizione reli- giosa. In nome della libertà di opinione e quin- di della tolleranza si è combattuto in Inghilter- ra. Contro lo sfruttamento e per la realizzazio- ne della giustizia sociale la Germa- nia è stata lo sce- nario di tragiche rivolte e di san- guinosi conflitti. Ma se la razio- nalità, la libertà e la solidarietà co- stituiscono i valori principali della tradizione euro- pea, allora non si può dire che tale tradizione si ca- ratterizza per una vocazione chiara- mente umanisti- ca. Vede l’uomo infatti al centro della realtà. E concepisce il di- venire della storia come il risultato degli sforzi sempre nuovi con cui egli, oltre il mondo circostante, cerca di conoscere anche se stesso e di scoprire la pro- pria identità. Ravvisa infine nel suo amore per la libertà la consapevolezza dei propri limiti e quindi la volontà di oltrepassarli per aprirsi al- la presenza dei suoi simili e per realizzare con loro una comunità di persone. Camus molto ef- ficacemente riassume il senso della tradizione europea dicendo che in essa è dominante la tendenza a «conquistare all’uomo la sua catto- licità», cioè la sua universalità (4). È dunque sui fini connessi alla riscoperta del primato dell’uomo che va compiuta la ri- fondazione del progetto dell’Europa unita. Tali fini sono rivolti a garantire all’uomo il rispetto del suo valore e quindi della sua dignità. Sono rivolti inoltre ad assicurargli le condizioni che gli consentono di esplicarsi secondo quelle che Mounier ritiene le sue tre dimensioni costituti- ve, e cioè «quella che sorge dal basso e l’in- [...] (3) H. B RUGMANS , Valori europei nell’educazione , in «Pedagogia e Vita», 1979, 3. (4) A. C AMUS , Taccuini 1942-1951, tr. It. Milano 1965, p. 132.

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