Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale 90 progressivi gradi dell’ordinamento scolastico, dal contesto socio-culturale in cui si attua il processo educativo. [...] La «motivazione» dell’apertura all’Europa sa- rà quindi il frutto di una didattica interdiscipli- nare sensibile alle ragioni dell’europeismo, che sappia, cioè, inserire il discorso europeistico nell’ambito della storia e del civismo (superan- do ogni pregiudizio nazionalistico), della geogra- fia (speciosità delle «barrie- re naturali» che dividono popoli e civil- tà), delle lin- gue straniere (strumento non solo di comunicazio- ne, ma anche di conoscen- za, di com- prensione, di collaborazio- ne), delle os- servazioni scientifiche (basti fare un solo accenno al problema ecologico), all’educa- zione artistica e musicale (due «linguaggi» che non sopportano barriere nazionali). Una sana educazione sportiva, inoltre, potrebbe contri- buire non solo al raggiungimento di un indispen- sabile equilibrio psico-fisico, ma anche a far ca- dere il mito, il fanatismo nazionalistico, che purtroppo trova in altre fonti notevole alimento. Tra le varie tecniche educative, quella del- l’organizzazione della vita di gruppo, d’interes- se e di compito che sia, è tra le più idonee ad educare alla comprensione, al rispetto, alla col- laborazione e perfino all’integrazione, tanto più se tali gruppi saranno articolati in modo da pre- vedere momenti di dialogo, di confronto, di col- laborazione nella ricerca di obiettivi comuni. [...] Si tratta dunque di aiutare i giovani a passare dallo stadio della conoscenza a quello della comprensione e, finalmente, a quello della «co- scientizzazione: far loro acquistare, cioè, co- scienza che tali problemi e tali situazioni stori- che non possono essere contemplati con fredda e acritica indifferenza, ma vanno vissuti concre- tamente, quotidianamente, da protagonisti, perché l’Europa diventi quel che vogliamo che sia. Ma siamo noi che dobbiamo, innanzi tutto, convincerci che è solo in questa prospettiva che possiamo suscitare l’interesse e promuovere l’impegno dei nostri giovani. È, la nostra scuola, disposta, preparata a ciò? Un’analisi obiettiva e spassionata non può la- sciare molto spazio all’otti- mismo. Ma chi ha potuto consta- tare la cura, l’impegno, la passione con cui i giovani studenti, op- portunamente stimolati da docenti sensi- bili, ed aperti, hanno dimo- strato, alle Giornate euro- pee della scuo- la, a convegni, in incontri e dibattiti di vario genere, di saper affrontare problemi europei di notevole difficol- tà; chi, da educatore, conosce la carica di idea- lità, disponibilità, generosità, entusiasmo, che si cela, ma c’è, in ciascuno dei nostri giovani allie- vi, non può non guardare col massimo interesse all’alta potenzialità europeistica racchiusa nel mondo della scuola, non può non affermare l’esigenza e l’urgenza di un pieno coinvolgimen- to dell’educazione nel processo di integrazione europea. Affermavo, a conclusione del mio intervento su «La Comunità europea e l’educazione» al convegno regionale su «La Sardegna a due anni dall’elezione del Parlamento europeo» (21), che, senza voler minimamente sottovalutare l’importanza e il peso di tutti gli altri fattori nel processo di unificazione europea, ero pienamen- te convinto che la «carta vincente» dell’Europa, di un’Europa federale dai confini sempre più ampi, fosse proprio quella che si «gioca» nelle nostre scuole. [...] (21) Organizzato da AICCE-MFE-AEDE, Cagliari, 11-12/4/1981.
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