Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale 88 EDUCAZIONE CIVICA ED EDUCAZIONE EUROPEA Antonio Fadda, Pedagogista «A trent’anni dall’inizio dell’avventura europea, occorre porsi l’interrogati- vo: quale vogliamo che sia l’Europa della seconda generazione? I trattati hanno di- mostrato le loro virtualità. C’è ora bisogno di una nuova riflessione che tenga conto dell’espe- rienza fatta, dei mutamenti intervenuti all’in- terno della Comunità e nei rapporti con il resto del mondo, che chiarisca il concetto di solida- rietà, prenda in esame unitariamente gli aspetti politici, economici, della sicurezza e della cul- tura. Occorre vedere chiaro sull’avvenire della Comunità perché non è neppure da sottovaluta- re il pericolo che essa diventi “sempre meno co- munitaria”». Così Gianfranco Giro nel n. 10 (ot- tobre 1982) di Comunità Europee. Questa nuova riflessione, tanto impegnativa quanto urgente, ci coinvolge anche, e partico- larmente, nella nostra qualità di educatori, dal momento che l’interrogativo di fondo è proprio quello dell’identità dell’Europa, non tanto dell’Europa che fu, ma, al contrario, quella dell’Europa che è e che vogliamo che sia. «L’identità da riproporre come dato qualifi- cante dell’Europa comunitaria — afferma la Ga- iotti De Biase (1) — non è un narcisistico guar- darsi allo specchio del proprio passato, ma è scoprire se stessi dentro l’impegno per risponde- re ai bisogni e alle ansie dell’epoca presente». E che l’epoca presente sia contrassegnata, nella costruzione dell’Europa, da una fase di ri- stagno è una constatazione tanto facile quanto amara. Ma c’è di più. Bisogna acquistare coscienza che, se la costruzione dell’Europa non progredi- sce affatto sulla via dell’unificazione, è proprio perché «il sistema di integrazione concepito dai «padri» dell’Europa non può andare oltre i limiti raggiunti. Tale sistema — prosegue il Vandamme (2) — era quello dell’integrazione funzionante a stadi: ...dall’unione doganale si sarebbe passati al mercato comune, il mercato comune sarebbe evoluto verso l’unione prima economica poi mo- netaria: a questo punto uno degli attributi es- senziali degli Stati sarebbe stato messo in causa e avrebbe richiesto il «grande balzo in avanti» verso l’unione politica. Purtroppo questo meto- do concepito in particolare da Jean Monnet non ha portato ai risultati previsti», non ha portato all’avvento di una Federazione europea, proprio perché i Trattati sono concepiti nella logica con- federale, non federale. Ecco perché il Parlamento Europeo eletto di- rettamente dai popoli doveva necessariamente portare al punto di rottura l’attuale processo di unificazione europea : perché il Parlamento Eu- ropeo con funzioni veramente legislative è con- cepito nella logica federale, non confederale. Si tratta quindi di superare positivamente i Tratta- ti, di realizzare effettivamente la sovrannazio- nalità di un Parlamento e di un Governo euro- pei, attraverso una libera cosciente autolimita- zione del potere sovrano dei singoli Stati della Comunità. Ma — e questo è il secondo interrogativo di fondo — i singoli Stati, i rispettivi Parlamenti so- no disposti, sono preparati a ciò? «L’Europa di oggi è molto diversa da quella degli anni Cinquanta. A quell’epoca, come lo stesso Monnet ci testimonia nei suoi Mémoires (3), la preoccupazione dominante era la riconci- liazione franco-tedesca su una base duratura e definitiva». Non è certo un caso che la prima Comunità europea sia stata proprio la CECA (1951), che doveva eliminare una delle maggiori cause che portarono a due conflitti mondiali nel giro di un trentennio. L’Europa voleva «difen- dersi» dalle secolari discordie interne che, at- traverso ripetuti tentativi egemonici di singoli Stati, l’avevano lacerata e dissanguata. Ma anche il Mercato Comune e l’Euratom (entrambi del 1957), che si proponevano di (1) P. G AIOTTI D E B IASE , La crisi dell’identità europea e la «riproposizione» dell’Europa comunitaria , in AA.W., L’apporto del personalismo alla costruzione dell’Europa , Massimo, Milano, 1981, pag. 274. (2) J. V ANDAMME , Personalismo e identità europea ; ibidem, pag. 249. (3) J. M ONNET , Mémoires , Fayard, Parigi, 1975. Da «La Scuola e l’Uomo» n. 11 • novembre 1983

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