Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016

85 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale una necessità dinamica tendente alla superiore unità. Sul piano della filosofia e della teologia della storia si sentiva come emergere chiarissima la vocazione unitaria dell’Europa depositaria dei più sublimi valori umani e di una Rivelazione di- vina, a svolgere, con le ricchezze e le varie ca- ratteristiche delle nazioni che la compongono, non più lacerate fra di loro, ma unite, il compito apostolico di illuminare il mondo e di arricchire gli uomini. Chi ha colto ed ascoltato questi appelli sorgen- ti dalle meditazioni, dalle relazioni, dalle di- scussioni e dalle visite compiute durante il conve- gno, ha certamente «sentito» che l’offrire la pro- pria collaborazione, almeno sul piano educativo, per la formazione dell’unità europea, si profilava come un dovere storico, morale e perfino religio- so. Credo di non esagerare dicendo, come d’altra parte hanno assentito molti Convegnisti, che le giornate di Strasburgo hanno avuto in tutte le loro manifestazioni una profonda animazione religiosa che non ha mancato di arricchire l’intelligenza e la coscienza dei partecipanti. Su questa linea si è compreso che promuove- re l’unità di Europa non significa promuovere il sorgere di un nuovo nazionalismo europeo, un nuovo egoismo di gruppo o , peggio ancora, una nuova forma di colonialismo , ma significa piut- tosto promuovere un nuovo orientamento di ri- flessioni storiche, un nuovo senso di responsabi- lità sociale e comunitaria negli europei, uno spi- rito di servizio universale e, per i docenti in par- ticolare, uno specifico impegno professionale di fronte ai giovani ed alla scuola. Taluno ha detto che il Convegno doveva proporsi attraverso l’opera dei professori, lo scopo di promuovere nella gioventù italiana ed europea uno spirito di pace, di fraternità e di fede. Quel nuovo spirito che, ripudiando le albagie nazionali, le emozioni bellicose, lo spirito di rivincita, le false identifi- cazioni con grandezze passate, gli innaturali «primati», le vecchie coltivazioni di odi e le ne- gazioni religiose, avrebbe veramente creato il nuovo mondo europeo e con esso un nuovo at- teggiamento dell’Europa di fronte al mondo. A giudizio unanime, tale scopo, attraverso l’opera dell’insegnante sarà certamente perseguito, con uno spirito nuovo, lo spirito della vera unità. Durante il Convegno fu ricordata una parabo- la assai significativa: un giorno Iddio chiamò un angelo e un demonio e consegnò ad ambedue un blocco di bronzo dicendo ad essi di lavorarlo e di farne un oggetto utile. Dopo qualche tempo tor- narono ambedue, l’angelo con una campana e il demonio con un cannone. In Europa, purtroppo, da alcuni secoli a que- sta parte, hanno lavorato più i demoni che gli angeli e cioè hanno lavorato più i cannoni che non le campane, fino al punto che i primi hanno distrutto le seconde e le seconde sono discese dai campanili per trasformarsi in armi di odio. L’auspicio unanime del Convegno è stato quello che d’ora innanzi lavorino più gli angeli che i demoni, sicché i bronzi invece che tuonare cupamente in segno di morte cantino la pace, la fraternità e la fede dall’alto delle torri attorno alle quali tutti i popoli potranno sentirsi fratelli.

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