Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016

83 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale quanto piuttosto da una ispirazione generale dell’opera educativa e scolastica. 20) La comunanza culturale, l’affinità spiri- tuale degli europei e lo spirito democratico ca- ratterizzatore della storia europea comportano l’adozione di strutture scolastiche aperte a tutti, senza privilegi di censo, di razza, di clas- si, di opinioni e di nazioni. Le strutture scola- stiche europee debbono perciò essere delinea- te in modo da superare quelle remore naziona- listiche e quelle chiusure classiste che, di fat- to, hanno ritardato e ritardano la formazione dell’Europa. 21) Occorre rimuovere dal programma e dal costume scolastico il contenuto ideologico co- stituito dai miti nazionalistici e dalle loro con- nessioni col privilegio sociale ed economico. Col termine «mito nazionalistico» si intende qui indicare non la coscienza dei tratti civili e dei compiti caratteristici delle singole comuni- tà nazionali — dalla coordinazione articolata delle quali, e fuori di ogni spirito di uniformi- tà, una civiltà può risultare autentica ed uma- na — ma l’emozionale esaltazione dei valori, degli atteggiamenti precipui e perfino dei pseudovalori di un singolo popolo, unita alla sua presunzione di costituire la fonte e di es- sere il depositario unico dei valori in se stessi, sfociante in quella volontà di potenza e di do- minio che da quel presunto possesso natural- mente deriva. 22) Qualunque chiarificazione della coscien- za in senso internazionale, resterebbe infecon- da e diverrebbe retorica e disimpegnante, se non si realizzassero contemporaneamente, su piano nazionale, e in prospettiva internaziona- le, le «condizioni di attuazione» della stessa solidarietà fra le nazioni, in ordine all’ideale di una comunità umana, spirituale, culturale, politica, economica, produttiva e lavorativa. 23) Per quanto riguarda la scuola, se occor- re perciò procurare che i suoi programmi siano ispirati a visioni ampie, a spirito di compren- sione per la civiltà dei diversi popoli, di rispet- to e di apprezzamento per tutti i contributi dati alla civiltà, è pure indispensabile che essa venga impostata in modo che vi possano trova- re adeguata soluzione i problemi della istruzio- ne professionale, dell’insegnamento delle lin- gue e della più elevata scolasticità in vista di una più consapevole maturità civile e di una più qualificata capacità lavorativa, in modo che, quando per via delle liberalizzazioni e delle integrazioni economiche, verranno a ca- dere i provincialismi culturali, i nazionalismi ideologici e le costose autarchie, le persone godranno della effettiva possibilità di inserirsi nella comunità nuova, con parità di dignità, di partecipazione, di attività e di sussistenza. An- che da questo punto di vista la scuola deve ri- meditare il problema degli indirizzi umanistici e tecnici; come deve risolvere i problemi di struttura, di programma, di diffusione della scuola per la pre-adolescenza e per l’istruzio- ne professionale. Gli organismi europei 24) Nell’attesa che si promuova l’auspicata comunità europea della scuola, occorre pren- dere atto con viva soddisfazione del processo di unificazione dell’Europa, promosso da validi strumenti quali il Consiglio d’Europa, la CECA, il MEC e l’EURATOM, ed auspicare il felice rag- giungimento delle loro mete prossime e di quelle più lontane. 25) L’Europa, di fronte alle civiltà degli al- tri continenti ha dei notevoli compiti che si configurano essenzialmente come: a) presentazione, e, insieme testimonianza, dei valori essenziali della civiltà europea, sen- za la pretesa di comunicare, insieme con essi, anche ciò che è precario o esclusivamente le- gato a contingenze europee particolari; b) riconoscimento dei valori essenziali di cui alcune civiltà extra-europee sono portatrici; c) offerta di concreti aiuti economici e di assistenza tecnica, intesi anche come fattori di promozione umana e sociale. Per tali vie l’Europa, superando in se stessa i nocivi nazionalismi, e lo stesso eventuale na- zionalismo europeo, si potrà porre come esem- pio e come forza eliminatrice delle contrappo- sizioni esistenti fra i vari popoli della terra. Compiti degli insegnanti 26) Esistendo, per l’azione educativa e sco- lastica, queste grandi prospettive, gli inse- gnanti italiani, e particolarmente quelli catto- lici, che si sentono raggiunti da questa irrefu- tabile vocazione storica, devono sentire il do- vere di preparasi a svolgere un’azione di pa- ziente preparazione e di illuminata coopera- zione alla graduale realizzazione dei compiti che le nuove tensioni europeistiche e interna- zionali assegnano alla scuola, animando, anche a proposito del futuro dell’Europa, le loro spe- ranze temporali mediante l’impegno ad opera- re personalmente alla costruzione graduale della comunità europea e al radicarsi del senso di una apertura esemplare della cristianità eu- ropea verso le vecchie e nuove cristianità for- mantisi sul piano mondiale.

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