Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale 82 possono consentire di riparare alla radicalizza- zione marxistica della «filosofia dell’avere», mantenendo il provvido fermento dialettico gettato nella cultura europea delle nozioni classiche e cristiane di «verità» e di «povertà» antiegoistica. Compiti e strutture di una educazione europea Presa coscienza dei presupposti di principio e delle esplicitazioni dei motivi religiosi, stori- co-ideologici e giuridico-politici della comune civiltà europea, si possono chiaramente indivi- duare i compiti e gli indirizzi di un’opera di educazione europea. Questi possono venire espressi nei seguenti. 12) L’ideale educativo ispiratore va reperito innanzitutto nella comune matrice della univer- salità classica e nell’incontro di essa con gli uni- versali valori del Cristianesimo e con quelli della ricerca scientifica e del mondo del lavoro. 13) Per l’ordinata ed efficace articolazione di una educazione europa è perciò utile defini- re l’uomo europeo come colui che cerca di, in- tegrare, ed integra di fatto, nella sua coscien- za le ricchezze spirituali ed i valori delle genti europee diverse dalla sua e che, pur conscio delle differenze dei popoli, ama scoprire i ca- ratteri positivi che essi hanno in comune e la convergenza delle loro strade verso la costitu- zione di un unico ideale patrimonio di civiltà. 14) I caratteri di un insegnamento europeo, individuati in relazione alla predeterminazione di un ideale di «uomo europeo» possono essere realizzati mediante un insegnamento orientato; a) a sfatare e a combattere tutti i persi- stenti pregiudizi, i falsi concetti, le albagie nazionalistiche, la affermazioni passionali di naturali e congenite superiorità, i tentativi di contrabbandare come patriottismo gli orgogli, i residui razzistici, le gelosie, le avversioni, i complessi di rivalsa, che si sono incrostati nel- la psiche dei popoli; b) a far scoprire gli elementi, concordanti e complementari al di sopra di quelli discordan- ti, anche in quelle manifestazioni di civiltà che possono sembrare divergenti; c) a promuovere amicizia e collaborazione fra gruppi, fra popoli e fra nazioni su tutti i piani: religioso, culturale, economico, politico, sociale; d) a mettere in evidenza i risultati di civiltà ottenuti mediante gli sforzi e i contributi col- lettivi di uomini e di gruppi appartenenti a tut- te le nazioni d’Europa; e) a far onorare e servire la scienza storica con lealtà, evitando di deformarla per fini no- bili e, peggio ancora, per fini di odio e di av- versione fra popoli. 15) L’educazione europea postula, di conse- guenza, un orientamento mentale e affettivo volto all’apprezzamento dei valori altrui senza disconoscimento dei propri, una rinnovazione del linguaggio nell’insegnamento delle varie discipline, soprattutto in quelle tipicamente formative ed in particolare nella storia, nella geografia e nella educazione civica. 16) A proposito dell’insegnamento della sto- ria occorre pazientemente rimuovere l’atteg- giamento pigro e retorico di una storiografia unilaterale, e, in ultima analisi, ingenua, per attingere ad una scienza storica adulta, la quale richiede a sua volta una informazione e riflessione critica, che, non legata a particola- rismi, si appoggi su un continuo aggiornamento compiuto attraverso gli studi, la partecipazio- ne a corsi di aggiornamento, la lettura di rivi- ste specializzate, la comunicazione di biblio- grafie, e, insieme, su un ridimensionamento dei programmi scolastici in vista della presen- tazione del quadro ideale e storico sopra deli- neato. 17) Dal punto di vista didattico, si afferma che la coscienza europea e internazionale, in- tesa come consapevolezza, come disponibilità e come impegno, non può nascere e formarsi senza l ’ apporto di una «esperienza», vale a di- re di «idee vissute », scoperte e verificate in permanenza : essa, cioè, può nascere e formar- si non da precettismi, ma da esperienze di cul- tura e di vita che possono essere promosse an- che fin dal tempo di scuola. L’educazione europea e la scuola 18) L’opera volta alla formazione d’una co- scienza e d’un costume europei e mondiali in- teressa direttamente la scuola sia in quanto essa è istituzione docente ed educante e orga- nismo impegnato nell’ordinamento della socie- tà, sia come mezzo atto a dare contributi per l’impostazione di una politica scolastica. 19) L’integrazione in senso internazionale della coscienza civica e dell’opera della scuo- la, in quanto istituzione educativa, riguarda sia i contenuti sia lo spirito dei programmi, sia le «condizioni» da realizzare necessariamente per poter conseguire effettivamente tale inte- grazione. Questo fine si conseguirà mediante la presenza costante nell’opera scolastica di una visione e di un sentimento ad ispirazione internazionali, i quali possono derivare non tanto dall’insegnamento di nuove materie,

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