Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016
81 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale costituisce il più solido e valido fondamento di ogni autentica coscienza e vita europea e in- ternazionale. La stessa Chiesa cattolica infatti, ha sempre insegnato e sollecitato negli uomini lo spirito dell’unione internazionale, fra uomi- ni e popoli, anche nelle forme positive e giuri- diche che lo hanno reso attivo e concreto nel mondo. I valori della civiltà europea 7) Sussistendo molteplici interpretazioni del complesso progresso storico dell’Europa, consi- derata come «unità continentale», risulta ne- cessario superare le semplificazioni interpreta- tive ridotte a schemi e determinare il nucleo centrale della civiltà europea, in quanto tale, nella stessa concretezza del suo corso e del suo contesto storico. 8) Considerando il processo storico della ci- viltà presso i vari popoli dell’Europa dall’anti- chità e dal periodo classico ai nostri tempi, si possono riconoscere in esso alcune caratteri- stiche fondamentali assunte e consolidate at- traverso una secolare esperienza civile. Le es- senziali fra esse possono essere ricondotte alle seguenti: a) la razionalità; b) lo spirito critico della ricerca; c) il riconoscimento del valore della persona umana e del suo diritto alla li- bertà; d) il senso della comunità e della giusti- zia comunitaria; e) il riconoscimento del valo- re del mondo oggettivo e, quindi, l’impegno nella scienza e nella tecnica; f) l’apertura ver- so l’Assoluto personale, e, in seguito all’avven- to e alla diffusione del Cristianesimo, il rap- porto costante con i valori di cui esso è stato portatore. 9) L’Europa, inoltre, in quanto continente totalmente vivificato dallo spirito del Cristia- nesimo, ha sempre promosso, pur nella varietà delle situazioni storiche e nella drammaticità delle sue crisi, l’attuazione delle costanti che sono proprie della vita delle ovvietà cristiana e intrinseche al Cristianesimo stesso, e cioè: l’autonomia del profano, la trascendenza del sacro, la confessionalità universale e lo spirito di comprensione e di tolleranza, implicata dai principi di dignità umana, di libertà e d’amo- re, propri dei Cristianesimo stesso, prima an- cora che suggerita dalla umana impossibilità di fatto d’un esemplarismo cristiano senza insuf- ficienze ed incoerenze. L’Europa, la libertà e il costume democratico 10) Nell’Europa si possono così individuare: a) l’origine, l’affermazione, lo sviluppo e lo spazio vitale della libertà; b) la sede tipica, quindi, del principio e del costume democratico. La storia della civiltà politica europea si svolge infatti come un lento, ma costante e progressivo sviluppo dei germi positivi dell’eti- ca cristiana, che hanno costituito il fondamen- to metagiuridico delle istituzioni democratiche e dell’esercizio della libertà. Questo è provato dal fatto che, presso tutte le nazioni dell’Eu- ropa Occidentale, le Carte dei diritti hanno avuto quale fine principale li rivendicazione e la tutela della libertà dell’uomo, pur nella va- rietà dei processi e dei procedimenti tipici e differenziati con cui l’affermazione e la pro- mozione di tali diritti è stata successivamente operata (empirismo evolutivo: precettistica ri- voluzionaria; formazione di nuovi ordinamenti statali; espansionismo ideologico). I principi della libertà e della democrazia sono restati caratteristicamente congiunti al travaglio costituzionale europeo più recente; essi, in particolare, ispirano la vigente Costitu- zione Italiana del 1948, in quanto chiara espressione di una elevata coscienza delle esi- genze di libertà e di uguaglianza, rappresen- tativa di uno sforzo di sintesi tra i diritti della persona ed i doveri della giustizia, sintesi che trova nella dottrina sociale cristiana la sua esemplarità ed il suo più singolare riferimento. I problemi dell’unificazione 11) L’Europa, per realizzare una effettiva ed operativa unità, ha anche bisogno, oltre che di risolvere il problema dei propri rapporti con le culture extraeuropee, di superare la in- terna frattura operata, nel suo stesso conte- sto, dal comunismo e da altre forze disgrega- trici. I problemi che ne derivano devono essere affrontati, da un lato, con la difesa dei carat- teri precipui della civiltà europea stessa, dall’altro con un ritorno a quella razionalità ordinata alla fondazione e alla giustificazione dei valori assoluti e trascendenti, che fu comu- ne matrice di pensiero e di ordinamenti, anche se diede origine in seguito a posizioni divenute talvolta contrastanti fra loro. Alla loro soluzio- ne appaiono essenziali: a) il superamento di ogni formalizzazione razionalistica e di ogni strumentalizzazione meramente utilitaristica; b) la riaffermazione del necessario dominio della coscienza etica sopra il passionale e l’empirico, prendendo a fondamento quelle «scienze morali» che non solo garantiscono l’umanità e la dignità della persona, ma sole
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