Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale 80 EUROPA ED EDUCAZIONE EUROPEA Il testo della mozione conclusiva del con- vegno di Strasburgo Il 46° Convegno nazionale di studio dell’U.C.I.I.M., svoltosi a Strasburgo - Lussem- burgo dal 18 al 33 agosto 1960 sul tema L’Euro- pa e l’educazione europea, ha concluso i suoi lavori approvando le dichiarazioni che riportia- mo qui appresso. Presupposti 1) Una educazione europea viene concepita innanzitutto per formare una coscienza euro- pea, ma una coscienza europea ha lignificato e trova la sua giusta prospettiva soltanto in una più ampia coscienza internazionale ad orizzon- te universale. Va tenuta, infatti, presente la necessità di trascendere, a un certo momento, anche la stessa realtà Europea per non cadere in una spe- cie di nazionalismo continentalistico che, in ef- fetti, si porrebbe di nuovo in termini di naziona- lismo e di razzismo, anche se più dilatato. Quando si sia consapevoli di questo, si può e si deve riconoscere nel movimento dell’unifi- cazione europea in atto, un modello e una tap- pa in ordine alla coscienza e alla realtà inter- nazionali intese in termini di mondialità. 2) Si parla spesso, ormai, di una coscienza europea, di una aspirazione a forme di statali- tà europea sovranazionale, e, più largamente ancora, di coscienza mondiale e di stato co- smopolita, ma per lo più in termini generici e semplicistici che sembrano presupporre un ideale fondato sulla «sparizione delle nazioni». Occorre guardarsi da rappresentazioni illumini- stiche e utopistiche del genere, non solo per- ché irrealizzabili, ma perché antiumane. La coscienza europea e mondiale trova, infatti, la sua base umana e feconda solamente nel con- cetto di una realtà, «unificatrice delle nazio- ni» proprio e caratteristico di una comunità fra le nazioni che non sia cancellatrice delle indi- vidualità nazionali, e nella quale ciascun popo- lo possa dare il proprio e caratteristico contri- buto di civiltà. Come è stato autorevolmente detto e accettato, l’unità si deve fare non con- tro o sopra le nazioni, ma con le nazioni. 3) Alla base di una educazione europea co- munitaria internazionale stanno il fatto e la consapevolezza che l’unità europea e interna- zionale è non una utopia o un’astrazione, ma è la più effettuabile delle realtà; che invece, è, ormai, utopistico e fallace proprio il nazionali- smo, perché la realtà oggettiva, constatata e verificata, mostra che tutto, oggi — la scienza, la cultura, l’economia. il lavoro, le comunica- zioni, — è, e non può essere che, universale, sovranazionale e comune; così come sono co- muni problemi fondamentali degli uomini e dei popoli: quelli della libertà, della pace, della sicurezza, del benessere, del loro destino ter- restre. 4) La coscienza europea e internazionale, per non risolversi in forme puramente ideali, deve aver chiaramente presente le necessità che i gruppi umani hanno di superare, con con- creti istituti giuridici ed economici, politici, culturali e scolastici, i limiti all’angustia dalle ideologie, delle autonomie e delle autarchie ispirate da ristretti nazionalismi, dando vita efficiente a forme federative, a organi super- nazionali, a limitazioni di sovranità in alcuni settori (vedi anche art. 11 della «Costituzione della Repubblica Italiana») e a comunità pro- duttive, di impiego a di lavoro. 5) Un’idea-forza atta a ravvivare attiva- mente la coscienza internazionale è quella ri- guardante la pace, e, quindi, le virtù che essa presuppone ed esige: giustizia, libertà, rispet- to ed amore essendo la pace non una virtù per se stessa, ma un «frutto di virtù». L’ideale del- la pace, non può infatti, fondarsi soltanto sulla negativa e rinunciataria paura delle distruzioni che una guerra moderna apporterebbe, ma de- ve trovare le sue ragioni più valide nell’impe- gno positivo di tutti volto alla costruzione di valori a carattere etico e religioso, di umanità e di universalità. 6) Per i principi che il cristianesimo afferma intorno alla fratellanza fra tutti gli uomini fon- data sulla comune paternità di Dio e intorno al valore personale dell’uomo; per lo spirito di amore, di comprensione e di tolleranza che es- so insinua; per la sua universale forza dì sugge- stione sulle coscienze; per il complesso di va- lori universali che esprime e che difende, esso Da «La Scuola e l’Uomo» n. 11 • novembre 1960
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